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domenica 27 febbraio 2011

La lolla, la Sardegna e la solita colonia di sempre

Per carità! Lodevole iniziativa...Ci mancherebbe*!! E' importante svegliare la gente, e per questo va bene tutto. Ma, santi numi, basta!! Basta! Ancora con sto' colonialismo! Ufffff... Hanno rotto i coglioni*! Ecco ancora una volta i poveri sardi vittime degli italiani bastardi! Mischinetti noi, sempre martiri, di tutto e di tutti. Si ma tranne di coloro che sono e restano i nostri veri aguzzini: i sardi stessi.
So che può sembrare una cazzatina ma qui a Quartu SE, la terza città della Sardegna dopo Cagliari e Sassari, uno dei pochi sindaci decenti che quella Città ha avuto investì molto sulla ciclabilità. Bene, ora il suo successore ha deciso di eliminare una pista ciclabile. Questo perché un paio di ......... negozianti di quella via si  lamentano per il fatto che perdono clienti, non potendosi parcheggiare agevolmente le auto in seconda e terza fila. In tutto il mondo...proprio in tutto il mondo (persino a Milano) iniziano a capire certe cose e le città investono sulla ciclabilità urbana. Qui da noi no! Perché? Realizzare le piste ciclabili non costa nulla e quindi, per il sistemino mafioso che governa di fatto le nostre città, non rende. Rendono di più i parcheggi, le allucinanti piazzette o le metropolitane sottoterra...il cemento, insomma**
Questo esempio apparentemente insignificante  fa capire meglio il problema che secondo me sta alla base di tutto. Si tratta di ciò che sa bonanima di mio padre chiamava: la mentalità della lolla (Nella tipica casa campidanese vi sono dei grandi loggiati (in sardo lollas, singolare lolla) in cui venivano anticamente svolte varie attività quotidiane caratteristiche della nostra cultura agro-pastorale). Dentro la lolla tutto doveva essere a posto e la gente viveva bene e in pace. Se poi al di là della lolla si scatenava l'inferno....Chi se ne frega!
Una volta, nel mio impegno volontario contro il GALSI***, durante una delle varie conferenze farsa organizzate da GALSI per disinformare i presenti (già tutti abbondantemente disinformati e presenti solo per questioni di business), un pezzo da 90° della politica isolana mi deliziò con il suo caloroso benvenuto all'ennesima opera che i benefattori stranieri erigevano per il solito sviluppo dell'Isola. Nel suo bel discorsetto ammise candidamente che, proprio li su quelle belle coste dove arriverà il gasdotto, gli invasori provenienti dappertutto utilizzarono, nei secoli,  più o meno sempre lo stesso sistema: entravano in contatto con il "politico" locale, gli offrivano un po di soldini e/o qualche privilegio in cambio di poter invadere la zona senza particolari problemi. Proprio lui, mentre raccontava quella storia, stava dimostrando che la storia si ripete!!!  
Sempre e rigorosamente con l'anello al naso e la sveglia al collo****...la differenza è che, all'epoca, si facevano pagare bene; mentre oggi si accontentano di un autoradio di seconda mano.
Noi sardi e sarde dovremo prima decolonizzarci l'immaginario. Dopo..ma solo dopo, potremo ambire a decolonizzare la nostra Terra.


*E le ovaie...ho qualche amica che condivide il mio pensiero.
**E poi la volete sapere una cosa carina? E' in vigore una Direttiva europea per cui se le città non si organizzano per ridurre l'inquinamento, l'UE può applicare delle sanzioni pesantissime. Bene...chi le paga quelle sanzioni alla fine? Il Sindaco?
***E' impressionante come si stia sottovalutando questa ennesima “infrastruttura per lo sviluppo” (anche il poligono di Quirra, non dimentichiamolo, è considerato tale) e gli unici in Sardegna a fare un pò di casino al riguardo siamo noi del Comitato ProSardegnaNogasdotto!
****Un giorno un grande esplorator
 la' nell'equator
intorno radunate le tribu'
e poi gli disse cosi'
soli soli che ci fate qua
molto meglio e' la citta'
seguitemi su
ma il vecchio negro disse allor
Oh bongo bongo bongo
stare bene solo al Congo
non mi muovo no no
bingo bango bengo
molte scuse ma non vengo
io rimango qui
no bono scarpe strette saponette
treni e tassi'
ma con questa sveglia al collo
star bene qui
ma sempre il grande esplorator
ad ognun parlo'
dei quadri futuristi dello swing
la nostra moda spiego'
soli soli che ci fate qui
io vi portero'io vi portero' a Paris
seguitemi su
ma il vecchio negro disse ancor
Oh bongo bongo bongo
stare bene solo al Congo
non mi muovo no no
bingo bango bengo
molte scuse ma non vengo
io rimango qui
no bono radio e cine signorine
magre cosi'
molto meglio anello al naso
ma stare qui
bongo bongo bongo
stare bene solo al Congo
non mi muovo no no
bingo bango bengo
molte scuse ma non vengo
io rimango qui
no bono scarpe strette saponette
treni e tassi'
ma con questa sveglia al collo
star bene qui
(Renzo Arbore)