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martedì 25 ottobre 2011

Secondo il PE la finanza globale e le sue istituzioni devono essere ristrutturate

In vista del G20 di Cannes di novembre, il Parlamento ha approvato il suo contributo alla riforma della governance economica globale. Attraverso una risoluzione, chiede una riorganizzazione del FMI per trasformarlo in un'organizzazione più politica e fermare la manipolazione dei tassi di cambio a fini politici, e regole globali per separare le attività speculative delle banche da quelle al dettaglio per i risparmiatori. Il G20 è invitato ad accordarsi su un´imposta globale sulle transazioni finanziarie. La risoluzione, presentata da Gunnar Hokmark (PPE, SV), chiede una regolazione della finanza globale più incisiva e controlli stringenti su possibili sotterfugi e sottolinea la necessità di correggere gli squilibri esistenti nell'economia mondiale allo scopo di evitare ulteriori turbolenze, una cosa che finora il G20 ha avuto serie difficoltà a fare.  Un FMI politico La risoluzione chiede un FMI più democratico, trasparente e responsabile, proponendo che il direttore operativo sia eletto attraverso elezioni "aperte e basate sul merito" e una più equa redistribuzione del diritto di voto in favore delle nazioni in via di sviluppo e in transizione. Il testo chiede anche l'estensione del mandato d'intervento del FMI per consentirgli di concentrarsi innanzitutto su quelle economie di importanza sistemica e non solo sulla sorveglianza multilaterale.  Più in generale la risoluzione invita a sviluppare una maggiore partecipazione democratica alle decisioni del FMI, della Banca Mondiale e delle organizzazioni "G", specialmente il G20, chiedendogli di associare i parlamenti ai loro processi decisionali. A tutte queste istituzioni finanziarie, inoltre, chiede di coordinare meglio il proprio lavoro. Un settore finanziario al servizio dell'economia Tra i diversi elementi proposti per rendere la finanza globale più sicura e meglio controllata, la risoluzione sostiene due punti cruciali. In primis, la richiesta al G20 di trovare un accordo "senza ulteriore indugio" sugli elementi minimi di un'imposta globale sulle transazioni finanziarie.  La risoluzione invita poi il Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria a proporre misure per tutelare le attività bancarie al dettaglio, quelle rivolte ai piccoli risparmiatori, degli istituti sistemicamente importanti e a imporre loro l'obbligo di una capitalizzazione autonoma per tali attività, cosi da evitare possibili contagi fra le due attività. Questa proposta rispecchia quella fatta lo scorso settembre dalla relazione Vickers sulla riforma del settore bancario britannico.

Per saperne di più:
Il testo adottato sarà disponibile qui (selezionare 25 ottobre)
Il video del dibattito in plenaria (selezionare 25 ottobre)
Dati personali  del relatore Gunnar Hokmark (PPE, SV)