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lunedì 20 febbraio 2012

CARITA' DI BUON CUORE....SIGNOR PRESIDENTE CI AIUTI


La Sardegna oggi accoglie il Presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano. Varie le proteste in programma e sette gli appuntamenti previsti in una sola giornata. Dal rapimento di Rossella Urru alla "vertenza entrate", sino alla "crisi" industriale, passando per l'"insularità" - considerata un problema da chi in un'Isola ci è nato e ci vive -, per arrivare ai "problemi energetici" dell'Isola.
Cappellaci chiederà "Un aiuto al Capo dello Stato per la vertenza Sardegna", evidenziando "la mancanza di autostrade e di una rete del metano e il costo dell'energia superiore del 25% rispetto al resto del territorio" che sarebbero "problemi che devono coinvolgere lo stato, non solo la Sardegna".
Mi domando: c'è bisogno di aspettare che arrivi in Sardegna, per far notare certe cose al capo di uno Stato che ci tratta come ci meritiamo di essere trattati?
Cosa c'entra Napolitano con le scelte infauste che abbiamo accumulato in decenni di malaffare politico tutto isolano, al servizio di interessi  che nulla hanno a che vedere con il nostro benessere?
Che c'entra quel vecchietto con i miliardi di fondi pubblici (in particolare europei) che da decenni restituiamo a Bruxelles o disperdiamo inutilmente senza nessun risultato significativo?
In molti si dimenticano, o fanno finta di dimenticarsi, di un piccolo particolare: che la Sardegna è una regione competitiva. Non è più una regione "obiettivo uno", cioè in ritardo di sviluppo ma rientra nell'obbiettivo "competitività" della Politica Regionale dell'UE, con un PIL che supera il 75% della media europea.   
Dunque, che ci piaccia o non ci piaccia siamo considerati una Regione ricca. Il che, in condizioni normali,  non potrebbe che farci piacere!
Ricca? Competitiva? Si ma senza strade, senza ferrovie, senza scuole, senza ospedali decenti, insomma, senza quelle infrastrutture minime necessarie a vivere con decenza.  
Chi glielo racconta a Napolitano che l’ aumento del PIL, auspicato a gran voce, per noi sardi - e non solo - è invece una tragedia?
Gli vogliamo spiegare bene anche le solide basi politiche e programmatiche su cui si fonda il  nostro tasso di disoccupazione che, con  la dispersione scolastica, l’analfabetismo, la depressione, lo spopolamento, la delinquenza, la corruzione e..non dimentichiamolo: l’inquinamento,  ci pone ai primi posti nelle classifiche del malessere?  
Cosa c’entra Napolitano con il fatto che chi amministra la Regione si presume abbia abusato del proprio ruolo, per  consegnare le nostre risorse energetiche nelle mani della mafia? Salvo poi  lamentarsi faccia a faccia con lui che l’energia ci costa di più, nonostante ne produciamo più di quanta ne consumiamo? Che senso ha scomodare un Capo di Stato per mendicare un gasdotto, quando questo sventrerà inutilmente la Sardegna per portare il gas altrove? Chi gli illustra come mai dagli anni 80 - e sino a quando serviva - nessuno si è mai preoccupato seriamente della metanizzazione dell’Isola?  
Infine, cosa può fare Napolitiano in una situazione delicata come quella di Rossella Urru dove, accanto alle più che legittime e coraggiose dimostrazioni di solidarietà, è bene stare in silenzio e lasciare che la diplomazia e i servizi competenti facciano il proprio lavoro?
Nulla. Quell’”adorabile vecchietto” non può fare assolutamente nulla per noi.
Salvo ricordarci che il nostro futuro è solo ed unicamente nelle nostre mani.