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mercoledì 14 marzo 2012

Facilitare le successioni transfrontaliere

Un'italiana che si sposa con un tedesco e va a vivere in Belgio potrebbe decidere se i suoi eredi erediteranno secondo la legge italiana o quella belga, grazie alle nuove misure legislative approvate martedì scorso dal Parlamento Europeo.
Il nuovo regolamento mira a facilitare l'esecuzione delle volontà testamentarie ed evitare lunghi e costosi processi nel caso di un cittadino europeo deceduto in un Paese diverso da quello d'origine il cui testamento coinvolga più di un sistema giuridico nazionale. Secondo il relatore Kurt Lechner (PPE, DE), le successioni transfrontaliere rappresentano il 10% del totale nell'UE, quasi 450.000 all'anno per un valore di circa 123 miliardi di euro. Le nuove regole europee introdurrebbero anche un Certificato successorio europeo, uno strumento che faciliterebbe le procedure legali e garantirebbe il rispetto dei diritti degli eredi, come pure delle altre parti coinvolte, ad esempio i creditori.  
Scelta fra due possibilità
Il regolamento, cosi come approvato dal Parlamento, introdurrebbe due nuove regole per gestire una successione internazionale.
Primo, se qualcuno muore in uno Stato membro diverso da quello d'origine, l'eredità sarebbe, in principio, gestita secondo le leggi dell'ultimo paese dove si ha avuto la "residenza abituale", dai suoi tribunali e autorità. In questo modo, si eviterebbero conflitti che si potrebbero creare nel caso che più tribunali di diversi Paesi si dichiarino competenti su uno stesso atto testamentario.
Secondo, una persona che redige il proprio testamento avrebbe la possibilità di scegliere che sia la legge del suo Paese d'origine a regolare le ultime volontà. Questa scelta rappresenterebbe un nuovo diritto per i cittadini europei, diritto che secondo i deputati è un passo in avanti poiché garantisce la possibilità per chiunque viva all'estero di conservare il legame con il Paese d'origine e veder cosi le proprie volontà rispettate secondo le disposizioni nazionali, ad esempio nel caso di una donazione in vita.
Proseguendo con l'esempio dell'italiana sposata a un tedesco e residente per molto tempo in Belgio, senza questo regolamento potrebbe esserci un conflitto fra la legislazione del Paese d'origine (Italia), di quella dove sono ubicate le proprietà (Belgio) e di quella del Paese dove vivono gli eredi (Germania).
Certificato successorio europeo
Il regolamento creerebbe un certificato successorio europeo per facilitare il recepimento del testamento da parte delle autorità competenti, rendendo la procedura più veloce e chiara. Il certificato avrebbe uso volontario.
Nessun effetto sulla legislazione nazionale
Il nuovo regolamento non avrebbe nessuna applicazione in caso di successione di persone che restano a vivere nel proprio Paese d'origine e non modificherebbe la legislazione nazionale in materia di successione, proprietà, disposizioni fiscali e non introdurrebbe alcuna armonizzazione delle procedure nazionali.
La legislazione non si applicherebbe in Gran Bretagna e Irlanda, in seguito a una scelta dei rispettivi governi, né in Danimarca, come sempre è il caso per queste tematiche.
Prossime tappe
Il testo approvato dal Parlamento andrà ora al Consiglio, che dovrà prendere posizione sul testo approvato dai deputati. Per approvare la legislazione, le due istituzioni devono trovare un accordo su un testo comune.
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