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martedì 3 aprile 2012

FELICITA' INTERNA LORDA: FINALMENTE SE NE PARLA!!!

Sostituire il Prodotto interno lordo (PIL) con la Felicità interna lorda (FIL).
La felicità della gente, in luogo del PIL, può certamente delineare l'andamento reale di un'intera nazione (o regione) e la sua misurazione puo' condizionare le scelte strategiche dei governi e delle odierne economie. Lo ha affermato il primo ministro del Bhutan, Jigmi Thinley, durante una importantissima iniziativa organizzata dalle Nazioni Unite. Per due giorni (ieri e oggi) nel Palazzo di Vetro di New York, leader mondiali ed economisti hanno discusso del nuovo “paradigma economico” di cui il Regno buddista del Buthan  è diventato il portabandiera: la felicità. Secondo Thinley, l'attuale modello globale di sviluppo economico è insostenibile e autodistruttivo e si fonda su un criterio estremamente iniquo quale e', appunto, la misurazione del PIL. I Paesi di tutto il mondo dovrebbero sostituirlo con il concetto di Felicità interna lorda, esperienza realizzata con grande successo nel piccolo regno himalayano che, guarda caso, si trova proprio incastrato tra due potenze economicamente emergenti: la Cina e l'India. Il Bhutan pare abbia finalmente individuato l'unica via possibile per uscire dalla crisi: smetterla di basare tutto su un sistema rivolto allo sviluppo infinito, fondato pero' su risorse, come quelle del nostro Pianeta, assolutamente limitate. Al contrario, la via maestra dovrebbe essere quella di  "creare condizioni che consentano di perseguire il fine ultimo della felicità per tutti i cittadini", ha detto davanti a centinaia di politici e studiosi, giunti da tutto il mondo, il Primo Ministro. Fra loro c'era anche Jeffery Sachs, economista dello sviluppo presso la Columbia University di New York e curatore del Rapporto mondiale sulla felicità. In quel rapporto si evidenzia che fattori come la forza del sostegno sociale, l'assenza di corruzione e la libertà personale sono più importanti della ricchezza. Tutto inizio' circa quattro anni fa, quando il Bhutan adottava come indicatore per calcolare il benessere della popolazione il FIL, l'indice di Felicità interna lorda.

Jigme Khesar Namgyel, Re del Bhutan
La coraggiosa svolta fu decisa dall'allora trentaduenne Re del Bhutan Jigme Khesar Namgyel che, in realta', non fece altro che applicare cio' che suo nonno teorizzava gia' negli anni Settanta. Il FIL misura diversi elementi quali: a qualità dell’aria, la salute dei cittadini, l’istruzione, la ricchezza dei rapporti sociali, etc.. Attualmente, secondo la Banca Mondiale, il Bhutan dovrebbe essere (con un Pil pro capite di 1,800 dollari) uno dei paesi più poveri dell’Asia. Peccato che, secondo le piu' autorevoli riviste economiche internazionali, il piccolo Regno è anche la nazione più felice del continente e, per felicita' dei propri abitanti, risulta essere all'ottavo posto al mondo.
L'anno scorso, la storica svolta del Bhutan fu accolta con entusiasmo proprio dalla stessa ONU che, attraverso una propria Risoluzione, riconosce che la felicità costituisce un traguardo fondamentale dell’umanita', e invita gli Stati membri delle Nazioni Unite a individuare metodi più equi ed efficaci del PIL per misurare il benessere dei propri cittadini e, quindi, decidere le proprie strategie e politiche economiche.