Il Blog di EuYou.info

mercoledì 9 aprile 2014

Ma i tedeschi che c'azzeccano?

Non ho potuto fare a meno di fotografarlo, condividerlo e commentarlo. Un enorme - e costoso - cartello pubblicitario affisso a Cagliari a cura dell'Italia dei Valori in vista delle elezioni europee. Al riguardo porgo all'IdV alcune domande: 
- L'Italia non ha forse i propri rappresentanti del Governo presso il Consiglio dei Ministri dell'UE?
- L'Italia non ha dei propri rappresentanti eletti democraticamente (tranne in Sardegna) al Parlamento Europeo?
- L'Italia non ha i rappresentanti delle proprie regioni presso il Comitato delle Regioni?
- L'Italia non ha i rappresentanti delle proprie parti sociali presso il Comitato Economico e Sociale?
- l'Italia non partecipa forse alla formazione del Diritto dell'UE? Questo non si applica forse anche  in Italia? I Regolamenti europei non sono per caso anche leggi italiane?
-La Corte di Giustizia e il Tribunale di prima Istanza non tutelano anche l'Italia dalle violazioni al Diritto europeo?
- Tra i commissari europei ed alla Presidenza della Commissione europea non ci sono stati, e ci sono, anche degli italiani?
- I concorsi per la carriera nelle istituzioni europee non sono forse aperti anche agli italiani?
- L'Italia non conntribuisce anch'essa al bilancio dell'UE?
Se avete risposto si a tutte le domande allora vi chiedo:
  • Dov'era l'Italia quando la Germania, anche con soldi nostri, si finanziava la “riunificazione” e oggi, sempre con i nostri soldi, si e' circondata da un bel mercatino tutto suo, costituito dai paesi dell'Europa centro-orientale che hanno aderito con euntusiasmo alla Grande Europa?
  • L'Italia dov'era quando si giocava la partita  della “zona euromediterranea di libero scambio”?
  • Nel periodo della costruzione e dell'avvento dell'Euro come moneta unica, il Presidente della Commissione europea non era forse il nostro Romano Prodi? Dov'era quel Signore quando la Germania si faceva una moneta su misura per lei ma valida in quasi tutta l'UE?
  • Dov'era l'Italia quando alcuni paesi si chiamavano fuori dall'Euro e da alcune importanti politiche europee?
  • Dov'era l'Italia quando, in spregio a referendum votati da vari paesi europei, si approvava il Trattato di Lisbona, già spacciato impunemente per "Costituzione"?
  • Dov'è l'Italia, ogni santo giorno, quando si discutono argomenti fondamentali per la nostra vita di tutti i giorni?
Signore e signori dell'IdV: oltre a fomentare intolleranza verso il popolo di un Paese Partner, l'idea di Europa che trasmettete con il vostro triste messaggio e' quanto di piu' sbagliato e pericoloso si possa concepire, soprattutto in un momento difficile come questo.
Dietro al vostro messaggio si cela quell'idea di Europa alla "volemose bene" che, da troppo tempo ormai, ispira quell' italietta da strapazzo che voi tentate di rappresentare. Quell'italietta trombona, convinta che tutto cio' che proviene da Bruxelles sia oro colato e deciso per il nostro bene. L'italietta solo pizza e mandolino, dove chi osava alzare la manina per manifestare critiche, disappunto o un'opinione diversa su cio' che avveniva a Bruxelles, veniva, e viene, immediatamente marchiato come “antieuropeo”. Come se da noi chi si oppone alle scelte del Governo sia “antiitaliano”!
Forse, prima di lanciare certi messaggi e' bene capire la storia del difficile cammino verso l'integrazione europea, ancora in corso malgrado voi.
I tedeschi, come gli inglesi e la gran parte dei paesi che fanno parte di questa UE, non fanno altro che i loro interessi. E' come un gioco. Se vuoi giocare, accetti le regole e puoi vincere o perdere. L'Italia ha scelto di non giocare.
Ogni giorno, a Bruxelles e nelle nostre capitali, gli europei combattono dietro le scrivanie dure battaglie per portare a casa dei risultati ciascuno a vantaggio del proprio Paese. Si tratta del risultato piu' importante e sorprendente raggiunto dall'UE: tra gli europei non piu' guerre e sangue nei campi di battaglia ma lotte quotidiane "all'ultimo soldo" dietro le scrivanie, in borsa, nelle aule di Strasburgo e nelle sale riunioni delle istituzioni europee.
Vi accorgete che nell'Area Mediterranea (quello che poteva essere un nostro importante mercato) contano piu' gli inglesi di noi? Andate a dare uno sguardo nell'organigramma dei servizi della Commissione Europea che si occupano di ambiti strategici per qualunque Paese civile....Quanti italiani ci sono?
Intanto continuiamo a mandare a Strasburgo cantanti, attrici e veline...Oppure il politico trombato di turno. Intanto disertiamo regolarmente le riunioni importanti o ci mandiamo persone incompetenti, senza alcuna conoscenza delle lingue e delle culture altrui, giunti a Bruxelles solo a forza di calci in culo....Roba da vergognarsi! In materia di fondi europei ci arrabatiamo come possiamo per applicare schemi programmatici fatti da altri e buoni per gli altri...Salvo poi lamentarci che quei soldi vengono usati poco, male e tornano indietro a finanziare i progetti di altri. I tedeschi, e gli altri, hanno le idee chiare: se contribuisco all'UE con 100...mi deve rientrare almeno 150! Noi invece paghiamo, paghiamo, paghiamo....
Cosa c'entrano i tedeschi con tutto questo?
Fate la cosa giusta: togliete quell'ignobile cartello e fatevi restituire i soldi da chi segue la vostra comunicazione.