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sabato 10 dicembre 2016

La Commissione riferisce sui progressi compiuti nel quadro dell'agenda europea sulla migrazione

La Commissione UE ha riferito sui progressi compiuti per quanto riguarda l'attuazione della dichiarazione UE-Turchia, il meccanismo di ricollocazione dell'UE e il suo programma di reinsediamento. Ha inoltre adottato una quarta raccomandazione che fa il punto sui progressi compiuti dalla Grecia nel predisporre un sistema di asilo ben funzionante e definisce un processo di graduale ripresa dei trasferimenti Dublino in Grecia.
Ecco le dichiarazioni alla stampa svolte dai principali responsabili:
Frans Timmermans, primo Vicepresidente della Commissione europea, ha dichiarato: "Il nostro approccio globale europeo alla migrazione sta dando risultati positivi, come dimostrano l'attuazione ininterrotta della dichiarazione UE-Turchia, la drastica diminuzione del numero di migranti irregolari che arrivano in Grecia e i progressi compiuti dalle autorità greche nell'ovviare alle carenze del sistema nazionale di asilo, grazie ai quali abbiamo potuto raccomandare la graduale ripresa dei trasferimenti Dublino in Grecia a partire dal 15 marzo 2017. Oltre a costituire un forte deterrente all'ingresso irregolare e ai movimenti secondari, questo costituisce un passo importante per ripristinare il normale funzionamento dei sistemi Dublino e Schengen."
Il Commissario per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza Dimitris Avramopoulos ha dichiarato: "Negli ultimi mesi l'Italia e la Grecia hanno compiuto sforzi sovrumani per gestire la crisi dei rifugiati, prova ne sia il fatto che oggi chiudiamo i procedimenti d'infrazione relativi al rilevamento delle impronte digitali e alla registrazione dei migranti. Questo mese di novembre ha segnato un livello record di ricollocazioni, con oltre 1 400 persone trasferite, e gli Stati membri devono proseguire e intensificare ulteriormente gli sforzi per consolidare questi progressi. Il nostro obiettivo è ricollocare entro l'anno prossimo tutte le persone ammissibili presenti in Italia e in Grecia. Questi sforzi, associati a una riduzione duratura degli arrivi dalla Turchia grazie alla dichiarazione UE-Turchia, sono tappe fondamentali ai fini del graduale ripristino del sistema Dublino per la Grecia." 

Attuazione della dichiarazione UE-Turchia
Secondo la Commissione europea, l'attuazione della dichiarazione UE-Turchia conferma che, nonostante le numerose difficoltà, si continuano a ottenere risultati. Nel periodo esaminato il numero degli attraversamenti irregolari dell'Egeo è rimasto a un livello nettamente inferiore rispetto al periodo precedente alla dichiarazione UE-Turchia. Da marzo si sono registrati in media 92 arrivi al giorno, contro 10 000 in un solo giorno nell'ottobre dell'anno scorso. Le operazioni di rimpatrio sono proseguite: dopo la terza relazione sono state rimpatriate altre 170 persone, il che ha fatto salire a 1 187 il numero totale di persone rimpatriate in conformità della dichiarazione o del protocollo bilaterale di riammissione Grecia-Turchia. Permangono tuttavia notevoli carenze tra cui, in particolare, il ritmo troppo lento dei rinvii dalla Grecia alla Turchia, che esercita un'ulteriore pressione sulle isole greche. Oltre a monitorare attentamente gli sviluppi, è importante dar prova di maggiore impegno per contribuire a migliorare la situazione nelle isole greche. È quindi essenziale fornire risorse sufficienti per garantire che le domande di asilo siano trattate in modo efficiente e che gli Stati membri rispondano pienamente agli inviti dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EASO). Per garantire la piena attuazione delle azioni dell'UE in conformità della dichiarazione UE-Turchia e alleviare la pressione sulle isole, il coordinatore dell'UE Maarten Verwey ha pubblicato oggi un piano d'azione comune elaborato insieme alle autorità greche.
Per quanto riguarda l'attuazione della tabella di marcia sulla liberalizzazione dei visti, la Turchia deve ancora conformarsi a sette parametri. La Commissione sostiene gli sforzi profusi dalla Turchia per completare al più presto la realizzazione di tutti i parametri rimanenti. La Commissione e la Turchia hanno proseguito un dialogo volto a trovare soluzioni, comprese le modifiche legislative e procedurali necessarie per rispettare i parametri rimanenti.
La Commissione ha continuato ad accelerare l'erogazione di finanziamenti a titolo dello strumento per i rifugiati in Turchia: sono già stati versati in tutto 2,2 miliardi di EUR sui 3 miliardi previsti per il periodo 2016-2017 per affrontare le esigenze più immediate dei rifugiati e delle comunità ospitanti in Turchia. Gli importi assegnati sono aumentati a 1,3 miliardi di EUR. La Commissione sta prendendo tutte le misure necessarie per consentire di accelerare le erogazioni di fondi a titolo dello strumento, il cui importo totale ha già raggiunto 677 milioni di EUR.

Ripresa graduale dei trasferimenti Dublino in Grecia
La Commissione ha adottato anche la sua quarta raccomandazione sulla ripresa dei trasferimenti Dublino in Grecia, un ulteriore passo avanti verso il normale funzionamento delle regole del sistema Dublino. La Commissione ritiene che la Grecia abbia compiuto notevoli progressi nel predisporre le strutture istituzionali e giuridiche fondamentali necessarie per il buon funzionamento del sistema di asilo. Ai fini della ripresa, tuttavia, occorre tener conto del fatto che la Grecia deve ancora far fronte a una forte pressione migratoria e che il suo sistema di asilo rimane carente, specie per quanto riguarda le condizioni di accoglienza, il trattamento dei richiedenti vulnerabili e la rapidità con cui le domande di asilo sono registrate, formalizzate ed esaminate.
La Commissione raccomanda pertanto la graduale ripresa dei trasferimenti in Grecia, in base a singole garanzie delle autorità greche del fatto che ciascuno dei rimpatriandi sarà ricevuto in modo dignitoso. Per evitare che sulla Grecia gravi un onere insostenibile, la ripresa dei trasferimenti non sarà applicata in modo retroattivo e riguarderà solo i richiedenti asilo entrati irregolarmente in Grecia dal 15 marzo 2017 in poi, o per i quali la Grecia è responsabile dal 15 marzo 2017 secondo altri criteri di Dublino. Per sostenere gli sforzi della Grecia, la Commissione invita tutti gli Stati membri a rispettare pienamente i loro obblighi di ricollocazione e a garantire l'invio in Grecia di un numero sufficiente di esperti in materia di asilo.
I richiedenti dovrebbero essere trasferiti solo se le autorità greche garantiscono, caso per caso, che saranno trattati in conformità del diritto dell'Unione. Per il momento non dovrebbero essere trasferiti in Grecia richiedenti asilo vulnerabili, minori non accompagnati compresi. Dovrebbe essere costituita un'équipe dell'EASO formata da esperti degli Stati membri per sostenere la cooperazione tra gli Stati stessi e verificare se le persone ritrasferite in Grecia vengono trattate conformemente alle garanzie fornite dalle autorità greche. La Commissione riferirà periodicamente sui progressi compiuti nell'attuare la raccomandazione, che sarà aggiornata in funzione delle necessità.

Progressi in termini di ricollocazione e reinsediamento
Con 1406 ricollocazioni, novembre ha registrato il livello più alto raggiunto finora, a conferma di una tendenza positiva costante: le ricollocazioni mensili dalla Grecia si sono attestate a circa 1 000 e le ricollocazioni dall'Italia sono aumentate in misura significativa. Finora sono state ricollocate complessivamente 8 162 persone, 6 212 dalla Grecia e 1 950 dall'Italia.
Ora la Commissione giudica fattibile trasferire tutti i candidati alla ricollocazione ammissibili presenti in Grecia e in Italia in altri Stati membri entro settembre 2017. Per conseguire questo obiettivo, da ora in poi gli Stati membri dovrebbero effettuare almeno 2 000 ricollocazioni al mese dalla Grecia e 1 000 dall'Italia. Ad aprile 2017 le ricollocazioni mensili dovrebbero essere almeno 3 000 dalla Grecia e 1 500 dall'Italia.
La Commissione ha continuato a collaborare strettamente con le autorità greche e italiane e con gli Stati membri per rimuovere gli ostacoli concreti che impedivano di accelerare la ricollocazione. Oggi la Commissione ha deciso di chiudere le procedure d'infrazione avviate contro l'Italia e la Grecia per mancata applicazione del regolamento Eurodac in quanto in entrambi gli Stati membri il tasso di rilevamento delle impronte digitali è ora prossimo al 100% dei cittadini di paesi terzi soggetti al rilevamento delle impronte che sono entrati irregolarmente nell'UE attraverso le loro frontiere esterne.
Gli Stati membri hanno inoltre continuato a potenziare i loro sforzi per il reinsediamento, offrendo ad oggi percorsi legali e sicuri a 13 887 persone sulle 22 504 concordate nell'ambito del programma del luglio 2015. Nel periodo successivo alla relazione precedente si è raggiunto un livello record di 2 035 reinsediamenti mensili, principalmente da Turchia, Giordania e Libano. A questi si aggiungono i 544 rifugiati siriani reinsediati dalla Turchia, che portano a 2 761 il numero complessivo di reinsediamenti dalla Turchia sulla base della dichiarazione UE-Turchia.
Per maggiori informazioni
  • Ricollocazione e reinsediamento:
Allegato 1: Ricollocazioni dalla Grecia
Allegato 2: Ricollocazioni dall'Italia
Allegato 3: Situazione dei reinsediamenti
Domande frequenti: Creare un quadro dell'UE in materia di reinsediamento
  • Relazione UE-Turchia
  • Raccomandazione Dublino: