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mercoledì 20 settembre 2017

L'accordo economico e commerciale UE-Canada entra in vigore

Tra mille perplessità e proteste, il 21 settembre entrerà in vigore, a titolo provvisorio, l'accordo economico e commerciale globale (CETA) tra l'UE e il Canada.

L'applicazione a titolo provvisorio del CETA in data 21 settembre segue all'approvazione dell'accordo da parte degli Stati membri dell'UE, espressa in seno al Consiglio, e da parte del Parlamento europeo.
L'accordo entrerà però in vigore pienamente e in via definitiva solo quando tutti gli Stati membri dell'UE lo avranno ratificato. La Commissione collaborerà con gli Stati membri dell'UE e con il Canada per garantire un'attuazione agevole ed efficace dell'accordo. 
Alle reazioni in seno al Parlamento Europeo, con il Gruppo dei Verdi che invita a premere sui parlamenti nazionali per la non ratifica dell'accordo, negli stati membri si delinea un orizzonte alquanto diversificato e turbolento.  Oltre ai problemi in Belgio, alla denuncia dell'accordo alla Corte costituzionale da parte della sinistra francese, al Ministro tedesco dell'economia che insorge su Twitter e all'Austria che vi si oppone apertamente, in Italia, a seguito del via libera della commissione Esteri del Senato, l’Aula affronterà il complicato voto sul Ceta il prossimo 26 settembre. Si moltiplicano gli appelli a fare pressioni sui parlamentari al fine di votare NO all'accordo.
Quali saranno gli effetti del CETA?
Non sono poche le associazioni, i sindacati, i comitati ed i partiti politici che, in tutta Europa, intendono fermare il Ceta, visto come il "fratellino povero" del Ttip, l'analogo accordo commerciale che l’UE non riesce a concludere con gli Stati Uniti a causa dell’intenso ed efficace lavoro di controinformazione e pressione condotto nelle due sponde dell’Atlantico. Oltre a denunciare la possibile perdita di oltre 600.000 posti di lavoro, le principali contestazioni riguardano il fatto che l'accordo consentirebbe alle circa 40.000 multinazionali USA che possiedono consociate in Canada – tra cui McDonald e Coca Cola - di ottenere con il Ceta gli stessi risultati che avrebbero avuto con il Ttip.
Secondo Bruxelles, invece, il CETA offrirebbe alle imprese dell'UE di tutte le dimensioni, lo snellimento della burocrazia connessa all'esportazione in Canada e, quindi, nuove opportunità di esportazione in quel Paese, a dire il vero non tanto ambito come mercato dalle aziende europee. In particolare, la Commissione europea sostiene che consentirebbe alle imprese dell'UE di risparmiare 590 milioni di euro l'anno, attualmente pagati per dazi doganali su merci esportate in Canada. A partire dal 21 settembre il CETA eliminerà i dazi su 98% dei prodotti (linee tariffarie) commercializzati dall'UE con il Canada. L'accordo dovrebbe anche fornire alle imprese dell'UE la migliore opportunità mai offerta a società non canadesi di partecipare alle gare d'appalto pubbliche del paese, non solo a livello federale ma anche a livello provinciale e municipale.
L'accordo ritiene di poter apportare vantaggi in particolare alle piccole imprese europee, che meno di tutte possono farsi carico dei costi della burocrazia . Le piccole imprese risparmierebbero tempo e denaro, ad esempio evitando la duplicazione delle prove sui prodotti, lunghe procedure doganali e costose spese legali. Le autorità degli Stati membri responsabili della promozione delle esportazioni sono a disposizione delle imprese che desiderano iniziare a esportare oltremare e sono pronte a intensificare gli scambi esistenti e ad attrarre gli investimenti.
Secondo Bruxelles il CETA creerebbe nuove opportunità per gli agricoltori e i produttori europei del settore alimentare, ferma restando la piena tutela dei settori sensibili dell'UE. L'UE ha ulteriormente aperto, in modo limitato e calibrato, il proprio mercato a determinati prodotti canadesi competitivi, garantendo nel contempo un migliore accesso al mercato canadese per importanti prodotti europei di esportazione, tra cui formaggi, vini e liquori, frutta e verdura nonché prodotti trasformati. Il CETA proteggerà anche 143 "indicazioni geografiche" dell'UE in Canada e prodotti alimentari e bevande regionali di alta qualità.
Anche i 500 milioni di consumatori dell'UE dovrebbero trarre vantaggi dal CETA. L'accordo offrirebbe una scelta più ampia pur nel rispetto degli standard europei, dato che potranno avere accesso al mercato dell'UE solo i prodotti e i servizi pienamente conformi alla regolamentazione dell'UE. La Commissione UE assicura che il CETA non modificherà il modo in cui l'UE disciplina la sicurezza alimentare, per quanto riguarda ad esempio i prodotti geneticamente modificati o il divieto di commercializzare carne bovina trattata con ormoni.
L'accordo dovrebbe offrire anche maggiore certezza giuridica nell'economia dei servizi, una maggiore mobilità per i dipendenti delle aziende e un quadro che consentirà il riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali, da quella di architetto a quella di gruista.
Gli Stati membri dell'UE possono inoltre continuare ad organizzare i servizi pubblici come desiderano. Uno strumento interpretativo comune, che avrà forza giuridica, ha ulteriormente chiarito questa ed altre questioni descrivendo in modo chiaro e privo di ambiguità i contenuti di quanto concordato tra Canada e UE in una serie di articoli del CETA.
Procedura e prossime tappe
L'UE e il Canada hanno firmato il CETA il 30 ottobre 2016, in seguito all'approvazione degli Stati membri dell'UE, espressa in seno al Consiglio. Il 15 febbraio anche il Parlamento europeo ha dato la sua approvazione. Il 16 maggio 2017 il Canada ha ratificato il CETA, spianando così la strada all'applicazione provvisoria dell'accordo non appena il Canada avesse adottato tutte le necessarie norme di attuazione.
Il CETA verrà pienamente attuato quando tutti gli Stati membri dell'UE avranno ratificato l'accordo conformemente ai rispettivi obblighi costituzionali. Nel momento in cui il CETA entrerà pienamente in vigore, un nuovo, e alquanto discusso, sistema giurisdizionale per gli investimenti sostituirà l'attuale meccanismo di risoluzione delle controversie investitore-Stato (ISDS), esistente in vari accordi commerciali bilaterali negoziati in passato dai governi degli Stati membri dell'UE. Bruxelles assicura che il nuovo meccanismo sarà trasparente e non si fonderà su tribunali ad hoc.
Contesto
Il quadro delle relazioni UE-Canada è stabilito nell'accordo di partenariato strategico (APS), che consente una cooperazione rafforzata in aree strategiche di comune interesse e responsabilità, come il clima, la sicurezza e la politica estera e di sicurezza. L'accordo di partenariato strategico è applicato in via provvisoria dal 1° aprile 2017 e, insieme al CETA, consente di approfondire ulteriormente le relazioni UE-Canada.
È ampiamente dimostrato che gli accordi di libero scambio dell'UE stimolano la crescita e l'occupazione in Europa. Un esempio in tal senso è costituito dall'accordo commerciale tra l'UE e la Corea del Sud. Da quando è entrato in vigore nel 2011, le esportazioni dell'UE nella Corea del Sud sono aumentate di oltre il 55%, le esportazioni di alcuni prodotti agricoli hanno registrato un incremento del 70%, le vendite di automobili UE nella Corea del Sud sono triplicate e il deficit della bilancia commerciale si è trasformato in un'eccedenza. Inoltre tale accordo è stato applicato a titolo provvisorio per vari anni in seguito alla ratifica a livello dell'UE, in attesa della ratifica da parte di tutti gli Stati membri dell'UE.
In Europa, 31 milioni di posti di lavoro dipendono dalle esportazioni. In media, a ogni miliardo di euro aggiuntivo di esportazioni corrispondono 14 000 nuovi posti di lavoro nell'UE.
Per ulteriori informazioni
Scheda informativa: Panoramica sul CETA
Scheda informativa: Plasmare la globalizzazione
Scheda informativa: Gli interessi dell'UE - 6 garanzie
Scheda informativa: Sviluppo sostenibile
Opuscolo: I vantaggi del CETA
Guida al CETA per le imprese
Scheda informativa: Vantaggi per l'agricoltura
Sito CETA in your town: mappa interattiva con informazioni sugli scambi con il Canada a livello di comunità locali in tutta Europa
Scheda informativa: In cifre: gli scambi UE-Canada
Scheda informativa: Il processo negoziale
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