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venerdì 22 giugno 2018

Immigrazione: ecco le dichiarazioni di Bruxelles

In occasione della "Giornata mondiale dei rifugiati", la Commissione europea ha rilasciato la nota qui allegata. Si tratta in effetti di dichiarazioni espresse in un momento particolarmente delicato in cui una parte dell'opinione pubblica sottolinea la mancanza di una concreta volontà politica diretta a rivedere l'attuale sistema che dovrebbe gestire il fenomeno dell’immigrazione in Europa. 

A presindere da alcuni Paesi europei che sicuramente non hanno dato prova di solidarietà, resta il fatto che il cosidetto "Regolamento di Dublino" lascia agli stati membri dell'UE il compito di gestire e amministrare l’arrivo degli stranieri, dando luogo così a grandi disparità e differenze nelle strategie e nei programmi di accoglienza. Secondo alcuni si tratta di un vero e proprio "buco nero" nelle competenze dell'UE trattandosi di "ospitalità", "ostilità", "asilo", "stranieri"...Tutti termini che sfuggono all'attuale sistema europeo o scivolano in modo ambiguo nelle maglie del diritto europeo. Il nodo è quindi cercare di capire insieme come si possa gestire in modo diverso, eficace e concreto, il fenomeno migratorio. L'attuale tendenza a scaricare tutto sull'Europa non solo è inutile ma è pericolosa, soprattutto quando ci sono in ballo molti quattrini.

Ecco la nota di Bruxelles:

Il Primo Vicepresidente della Commissione europea, Frans Timmermans, l'Alta rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza e Vicepresidente della Commissione, Federica Mogherini, il Commissario per la Politica europea di vicinato e i negoziati di allargamento, Johannes Hahn, il Commissario per la Cooperazione internazionale e lo sviluppo, Neven Mimica, il Commissario per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, Dimitris Avramopoulos, il Commissario per gli Aiuti umanitari e la gestione delle crisi, Christos Stylianides e la Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, Věra Jourová, hanno dichiarato quanto segue:
"Ogni minuto 31 persone sono costrette a sfollare. Ad oggi oltre 68,5 milioni di persone sono state costrette a lasciare la propria casa a causa di conflitti, violenze, persecuzioni, calamità naturali o delle conseguenze concrete dei cambiamenti climatici; di queste, 25,4 milioni sono rifugiati.
A oltre 67 anni dalla Convenzione di Ginevra relativa allo status di rifugiati del 1951, i suoi principi internazionali restano più validi che mai. Questi principi sono integrati nell'acquis dell'UE sull'asilo e l'Unione europea ribadisce il suo impegno a continuare a difendere chi ha bisogno d'aiuto. In quanto attore globale, l'UE sta lavorando per affrontare e risolvere le principali crisi con mezzi diplomatici, e in qualità di principale donatore di aiuti su scala mondiale, forniamo assistenza umanitaria e sostegno a rifugiati, richiedenti asilo e sfollati sia in Europa che nei paesi terzi.
Abbiamo offerto un sostegno senza precedenti [...] e continuiamo a fornire protezione a chi ne ha bisogno: solo nel 2017 gli Stati membri dell'UE hanno concesso protezione a oltre 538 000 persone. […] Lavoriamo a stretto contatto con i nostri partner in tutto il mondo, certi che solo una risposta globale possa affrontare le sfide che ci attendono. Stiamo costruendo un rapporto sempre più stretto con l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, stiamo rispondendo alla difficile situazione dei rifugiati in tutto il mondo e sviluppando soluzioni innovative. [...]
Questi stessi principi di solidarietà, responsabilità condivisa, multilateralismo e impegno ci guideranno verso l'adozione del Patto globale sui rifugiati delle Nazioni Unite entro l'anno. […] Dobbiamo continuare a lavorare insieme agli Stati membri per stabilire percorsi più legali e sicuri e per chiudere le rotte migratorie pericolose e irregolari. [...] Gli Stati membri si sono assunti l'impegno di reinsediare più di 50 000 persone tra le più vulnerabili e di fornire loro una nuova casa nell'UE. Dobbiamo anche raggiungere quanto prima un accordo sulla riforma del sistema europeo comune di asilo, basata sui principi di responsabilità e solidarietà. [...] In un momento in cui aumenta la retorica fonte di divisioni contro le persone vulnerabili in fuga da guerre e persecuzioni, l'UE sta proteggendo e continuerà a proteggere coloro che ne hanno bisogno e ad impegnarsi per portare stabilità nelle aree di conflitto."
Il testo integrale della dichiarazione è disponibile qui