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lunedì 16 luglio 2018

La Sardegna ed i fondi europei: chi non impara dalla Storia è costretto a riviverla


È alquanto complesso interpretare le recenti dichiarazioni dell'Assessorato Regionale alla Programmazione che annuncia la “Rivoluzione della programmazione unitaria” in materia di Fondi europei, come si legge in questa nota pubblicata nel sito della Regione Sardegna e relativa ad un incontro con il Partenariato Economico e Sociale, organizzato in preparazione del Comitato di Sorveglianza tenutosi qualche giorno fa a Cagliari.
Il sistema della Programmazione unitaria venne introdotto a partire dal periodo 2007-2013. In Sardegna, nell'attuale periodo di programmazione 2014-2020 tale sistema è stato avviato con la Delibera del 10 marzo 2015 Indirizzi per la realizzazione del modello di Governance per la Programmazione Unitaria 2014-2020.”

Si tratta quindi di un incomprensibile sensazionalismo che, alimentando ulteriormente la confusione in materia, di certo non contribuisce a dare concretezza e credibilità al richiamo rivolto dall'Assessore Paci a tutti i soggetti coinvolti nei finanziamenti europei: “per spendere in fretta e bene è importante il contributo di tutti


Nel caso concreto, per rapidità e efficacia della spesa si intende: riuscire a spendere 147 milioni di euro entro il mese di dicembre del 2018 sostenendo, e lo sottolineo, progetti e azioni che abbiano un effetivo impatto sul benessere ed il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro in Sardegna.


Ma non basta. Ad alimentare la confusione nella testa dei sardi e delle sarde, a prescindere dal far parte o meno della schiera degli “addetti ai lavori”, contribuisce anche il recente annuncio da parte della Commissione europea che, nel quadro dei lavori in corso circa il futuro della programmazione dei fondi dal 2020 in poi, degrada la Sardegna tra le regioni europee “in ritardo di sviluppo”. Posizione che la nostra Isola si illudeva di aver recuperato (benchè esclusivamente per motivi statistici e non di risultato) nella scorsa programmazione 2007-2013, uscendo dal mitico “Obiettivo 1” ed entrando a far parte delle regioni “in transizione”, ovverò non più “sottosviluppate”.

La Proposta della Commissione europea di rimettere la nostra Isola tra le regioni in ritardo di sviluppo significa una sola cosa: il fallimento assoluto della Programmazione 2000-2006, 2007-2013 e di un bel pezzo della Programmazione in corso: 2014-2020.


E c'è purtroppo chi esulta. 
Destano preoccupazione le recenti dichiarazioni di Renato Soru che, felicitandosi del fatto che la Sardegna ed i suoi abitanti siano stati “declassati” al grado di sottosviluppati, ammette che dopo tanti anni di fallimenti delle politiche “di sviluppo”, la classe dirigente (quella politica no?) sarda dovrebbe iniziare a “porsi degli interrogativi. Un pò come il “buon padre di famiglia” che, dopo aver esultato per l'ennesima bocciatura del figlio finalmente pensa che forse sarebbe il caso di ....rifletterci sopra.

In realtà la situazione è critica e tutti lo sanno fin troppo bene ma non hanno idea di come uscirne.

E tra un pò ulteriori nodi verranno al pettine considerato che, come nel passato, la nostra Isola è fuori dai giochi che contano e dove si decide il futuro della Politica europea di Coesione quella che, dal 2020 in poi, programmerà risorse, per dirla con l'Assessore Paci, "per noi vitali, soldi importanti che dobbiamo assolutamente spendere rapidamente e bene. In questi giorni a Bruxelles lavorano su questo e la Sardegna è completamente assente, a parte un "documento di posizione" con cui si insiste nel richiedere a Bruxelles il riconoscimento del fatto che siamo un'Isola! Per il resto, un impietoso silenzio. Una grave carenza di dibattito e di condivisione. La mancanza di una qualsivoglia iniziativa di discussione o presa di posizione onesta e concreta su un aspetto fondamentale per il futuro nostro e dei nostri figli, che significa solo una cosa: anche la prossima Programmazione andrà in fumo.

Più va avanti questa storia assurda e più mi rendo conto che non si tratta soltanto di un problema tecnico. Si tratta sopprattutto di un grave problema politico.

Se esistono uomini e donne di buona volontà che vogliono e possono contribuire a cambiare questa situazione... che battano un colpo. Io ci sono.

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11 aprile 2015: Bacchettata la Regione: deve restituire 112 milioni. Verifiche insufficienti: l’isola costretta a ridare all’Ue i fondi Por 2000-2006 - Pigliaru: una cabina di regia per intensificare i controlli e limitare le inefficienze..... 


16 marzo 2015 (o 2016?): Programmazione unitaria dei fondi, al via la Cabina di regia. Pigliaru: dobbiamo fare in fretta e spendere bene per centrare tutti gli obiettivi. In un “kickoff meeting" tempestivo, perché l'obiettivo è agire velocemente per essere immediatamente operativi”, il presidente Pigliaru e gli assessori della Programmazione Paci, del Lavoro Mura e dell'Agricoltura Falchi hanno ufficialmente avviato i lavori della Cabina di regia che dovrà coordinare tutti i Processi della Programmazione Unitaria, proporre le priorità nell'azione amministrativa, verificare coerenza o discrasie con il Programma regionale di sviluppo e dei programmi di spesa in riferimento a obiettivi e risultati attesi, coordinare negoziazioni e attività con le Autorità comunitarie nazionali.

Febbraio 2007: 2007-2013, Il ciclo unico diprogrammazione: un'opportunità per diventare un'economia competitiva, basata sulla conoscenza, sulla crescita sostenibile e sulla coesione sociale. Il periodo 2007-2013 introduce una nuova logica di programmazione: il ciclo unico, che prevede un allineamento temporale tra la programmazione nazionale, comunitaria e regionale.



Maggio 2018: SORU: Ue: con declassamento l’Isola può tornare a correre“.....”ci porta benefici perché tra il 2021 e il 2027 la Regione avrà più risorse e un regime di aiuti più favorevoli alle imprese che potranno usufruire di contributi a fondo perduto nella misura di più del 30%”. D’altra parte “dopo tanti anni ancora non siamo riusciti a recuperare rispetto alle Regioni del centro nord, e su questo la classe dirigente sarda deve porsi degli interrogativi”...