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venerdì 21 settembre 2018

DOPO-CRESCITA: FINALMENTE SE NE PARLA IN EUROPA!

 

Sembrava impossibile eppure sta accadendo davvero. L'Unione Europea viene coinvolta nella Decrescita e nel Dopo-Sviluppo, in un'avventura che merita tutto il sostegno di coloro che, come me, da decenni insistono su un semplice quanto controverso obiettivo che mi piace riassumere in questo modo: "Fermiamoci un'attimo. Cerchiamo di capire come goderci finalmente la crescita, lo sviluppo ed il progresso che abbiamo raggiunto sinora, dando la possibilità anche agli altri, in tutto il Pianeta, di raggiungerci.". Un gruppo di 238 accademici e scienziati non solo europei (tra cui anche Serge Latouche) hanno indirizzato, tramite The Guardian, una "lettera aperta" alla Commissione europea.

L'iniziativa "Post-Growth conference debates the economy of the future", voluta dall'European Environmental Bureau (EEB, la più grande rete ambientalista europea di circa140 organizzazioni della società civile di oltre 30 paesi europei) è stata preceduta dall'ottimo lavoro svolto dalla Libera Università di Bruxelles (ULB) e dal Collettivo Accademico  Research & Degrowth che hanno  preparato l'incontro di Bruxelles.

È stato il Parlamento Europeo a ospitare le circa 500 persone che, riunite a Bruxelles il 18 e 19 settembre, hanno ascoltato e interagito, anche online, con esperti di fama internazionale, membri del Parlamento europeo di diversi gruppi politici, sindacalisti e rappresentanti di ONG. La scelta della data non è stata causale, coincidendo con il decimo anniversario del crollo della banca statunitense Lehman Brothers "che ha scatenato la crisi economica in cui siamo ancora intrappolati". Anche il luogo dell'incontro, Bruxelles, non è casuale. Siamo nel cuore del processo decisionale dell'Unione Europea, un'opportunità unica per la società civile dell'UE di confrontare le proprie opinioni con quelle dei funzionari e dirigenti dell'UE che, date le sue competenze, contribuisce a definire il nucleo del modello economico e delle priorità politiche di tutta l'Europa, con ovvie ripercussioni sul resto del Mondo, in particolare quello meno "sviluppato". Partendo dal presupposto che tali modelli siano  difficilmente compatibili con una trasformazione equa ed ecologica delle nostre società, gli incontri in programma hanno analizzato a fondo i modelli sinora utilizzati per inquadrare, in particolare: l'economia europea; la pertinenza e la fattibilità dei regimi del reddito di base; gli obiettivi concreti del Mercato Interno europeo e le conseguenze ambientali del progresso tecnologico.... Il dibattito ha incrociato tali analisi con le idee, i principi, le teorie ed i programmi relativi alla "Post-Crescita", allineandosi con prudenza ai principi della Decrescita e del Dopo-Sviluppo e,  lanciando una sfida,  ha messo in discussione l'uso della Crescita come obiettivo primario dell'economia e delle principali politiche e programmi  dell'UE.  
Studiosi e tecnici provenienti da diversi paesi, associazioni e  organizzazioni  hanno posto al centro del dibattito le possibili risposte ad alcuni dei problemi più urgenti che riguardano l’Unione Europea e che possono essere affrontati efficacemente solo in una dimensione comune, incidendo profondamente sugli attuali processi decisionali dell’UE che vanno resi più democratici e trasparenti.
Come ridurre le diseguaglianze?
Come assicurare l’indispensabile transizione ecologica?
Chi sta rubando il nostro futuro?....
Ecco alcuni dei temi trattati nei 15 panel che hanno affrontano sfide cruciali: dall’energia e i cambiamenti climatici alle nuove tecnologie; dall'automazione e le sfide che questa impone al mondo del lavoro, ai modelli di "sviluppo sostenibile", passando per la grande evasione ed elusione fiscale nell’UE.
Patrick Ten Brink, direttore delle Politiche UE presso l'EEB, ha dichiarato: "Il benessere dei cittadini dipende dallo stato di salute del nostro pianeta e della natura. È tempo di rimettere a fuoco ciò che misuriamo per riflettere su ciò che apprezziamo e riorientare le politiche verso ciò che conta davvero". Come emerso nel dibattito coordinato da Ten Brink su "Oltre la crescita del PIL", si tratta anche di porre finalmente in discussione il significato stesso di prosperità, di progresso, di sviluppo a tutti i costi. La post-crescita utilizza il benessere delle persone e la salute ambientale come unità di misura della nostra ricchezza rispetto al PIL, il prodotto interno lordo. Ciò che si propone è un modello ben diverso da quello attuale, incentrato esclusivamente sulla crescita dell'economia mondiale.
Durante il  dibattito sul PIL,  Joost Korte, direttore generale della Direzione per l'occupazione, gli affari sociali e l'inclusione della Commissione Europea ha evidenziato: "La crescita del PIL è davvero un concetto molto limitato. Ma stiamo lavorando duramente sugli SDG (gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio delle NU) e sul pilastro europeo dei diritti sociali ".  All'impegno di Korte ha fatto eco l'intervento di Efi Achtsióglou, Ministra greca del lavoro, che ha invitato a riflettere sul perchè la "Commissione Europea ci chiede di smantellare i diritti dei lavoratori per continuare a crescere".
Patrizia Heidegger, direttrice delle Politiche globali e sostenibilità dell'EEB, nel dibattito sul tema "Commercio e ambiente" ha sotenuto che "La crescita esponenziale del commercio globale negli ultimi decenni è un importante fattore di emissione di gas serra e dell'esaurimento delle risorse. La politica commerciale europea ha bisogno di una visione completamente nuova. L'obiettivo degli accordi commerciali non dovrebbe essere quello di aumentare i volumi del commercio globale ma questo deve essere pienamente allineato con gli obiettivi ambientali e sociali, in particolare gli obiettivi di sviluppo sostenibile e con la nostra necessità di ridurre l'uso delle risorse in termini assoluti".
Non abbiamo bisogno di più scambi, ma di scambi migliori ".

Per l'occasione, un nutrito gruppo di scienziati e accademici di tutto il Mondo hanno indirizzato alla Commissione europea un appello che, chiamando in causa anche tutti i cittadini e le cittadine, invita ad "impegnarsi per un futuro di benessere ecologico e umano basato sul superamento della crescita e non sulla crescita del PIL". 

Gli studiosi conferma la necessità ormai non più derogabile di stabilire e applicare nuovi indicatori alternativi al PIL e  invitando tutti gli Stati membri dell'UE e non solo a definire un Patto rivolto ad assicurare la stabilità ed il benessere, delle persone, prima di tutto attraverso il soddisfacimento dei bisogni essenziali dei cittadini e  delle cittadine europee, riducendo il consumo di risorse, i rifiuti e le emissioni inquinanti. Secondo gli scienziati, considerati i rischi in gioco sarebbe "irresponsabile per i politici e i decisori non esplorare le possibilità di un futuro post-crescita".
Secondo gli scienziati, la Conferenza di Bruxelles organizzata dall'EEB "è un inizio promettente, ma sono necessari impegni molto più forti. Come gruppo di scienziati sociali e naturali interessati, che rappresentano tutte le 28 nazioni dell’UE, chiediamo all’Unione europea, alle sue istituzioni e agli Stati membri di:
1. Costituire una commissione speciale sui Futuri post-crescita nel Parlamento dell’UE.
Questa commissione dovrebbe discutere attivamente il futuro della crescita, ideare alternative politiche per i futuri successivi alla crescita e riconsiderare il perseguimento della crescita come obiettivo politico generale.
2. Incorporare indicatori alternativi nel quadro macroeconomico dell’UE e dei suoi Stati membri".
3. Trasformare il patto di stabilità e crescita (PSC) in un patto di stabilità e benessere.
Il PSC è un insieme di regole volte a limitare i disavanzi pubblici e il debito pubblico. Dovrebbe essere rivisto per garantire che gli Stati membri soddisfino i bisogni fondamentali dei loro cittadini, riducendo al contempo l’uso delle risorse e le emissioni di rifiuti a un livello sostenibile.
4. Istituire un Ministero per la transizione economica in ogni stato membro.
L'Appello conclude con alcune considerazioni relative all'impatto positivo che - soprattutto nell'attuale periodo di "crisi" che pare ormai senza vie d'uscita - avrebbe "Una nuova economia che si concentri direttamente sul benessere umano ed ecologico potrebbe offrire un futuro molto migliore di quello che è strutturalmente dipendente dalla crescita economica. Le politiche economiche dovrebbero essere valutate in termini del loro impatto sul benessere umano, l’uso delle risorse, la disuguaglianza e la disponibilità di lavoro dignitoso. Questi indicatori dovrebbero avere una priorità più alta del PIL nel processo decisionale".
Alcuni dei firmatari:
Dr Serge Latouche, Université Paris Sud, France
Dr Dan O’Neill, Associate Professor, University of Leeds, UK
Dr Federico Demaria, Researcher, Universitat Autònoma de Barcelona, Spain
Dr Giorgos Kallis, Professor, Universitat Autònoma de Barcelona, Spain
Dr Kate Raworth, Lecturer, Oxford University, UK
Dr Tim Jackson, Professor, University of Surrey, UK
Dr Jason Hickel, Lecturer, Goldsmiths, University of London, UK
Dr Marta Conde, President of Research & Degrowth, Spain
Dr Lorenzo Fioramonti, Professor, University of Pretoria, South Africa
Dr Kevin Anderson, Deputy Director, Tyndall Centre for Climate Change Research, UK
Dr Saskia Sassen, Professor of Sociology, Columbia University, USA
Dr David Graeber, Professor, London School of Economics, UK
Dr Ann Pettifor, Director, Policy Research in Macroeconomics (PRIME), UK
Dr Kate Pickett, Professor, University of York, UK
Dr Susan George, President of the Transnational Institute-TNI, Netherlands
Dr Joan Martinez Alier, Professor, Universitat Autònoma de Barcelona, Catalonia
Dr Juan Carlos Monedero Fernández, Universidad Complutense de Madrid, Spain
Dr Dominique Méda, Professor, University Paris Dauphine, France
Dr Ian Gough, Visiting Professor, London School of Economics, UK
Dr Lourdes Beneria, Professor Emerita, Cornell University, USA
Dr Inge Røpke, Professor, Aalborg University, Denmark
Dr Niko Paech, Professor, University of Siegen, Germany
Dr Jean Gadrey, Professor, University of Lille, France
Dr Nadia Johanisova, Lecturer, Masaryk University, Brno, Czech Republic
Dr Wolfgang Sachs, Research Director Emeritus, Wuppertal Institut, Germany
Dr Stefania Barca, Senior Researcher, Centre for Social Studies, University of Coimbra, Portugal
Dr Gilbert Rist, Emeritus Professor, Graduate Institute of International and Development Studies, Switzerland
Dr György Pataki, Professor, Corvinus University of Budapest, Hungary
Dr Simone D’Alessandro, Professor, University of Pisa, Italy
Dr Iñigo Capellán-Pérez, Researcher, University of Valladolid, Spain
Dr Amaia Pérez Orozco, Researcher, Colectiva XXK, Spain
Dr Max Koch, Professor, Lund University, Sweden
Dr Fabrice Flipo, Professor, Institut Mines Télécom-BS et LCSP Paris 7 Diderot, France
Dr Matthias Schmelzer, Researcher, University of Jena and Konzeptwerk Neue Ökonomie, Germany
Dr Óscar Carpintero, Associate Professor, University of Valladolid, Spain
Dr Hubert Buch-Hansen, Associate Professor, Copenhagen Business School, Denmark
Dr Christos Zografos, Pompeu Fabra University, Spain
Dr Tereza Stöckelová, Associate Professor, Institute of Sociology of the Czech Academy of Sciences, Czech Republic
Dr Alf Hornborg, Professor, Lund University, Sweden
Dr Eric Clark, Professor, Lund University, Sweden
Dr Miklós Antal, Researcher, University of Leeds, UK.
Dr Jordi Roca Jusmet, Professor, Universitat de Barcelona, Spain
Dr Philippe Defeyt, Chairman, Institute for Sustainable Development, Belgium
Dr Erik Swyngedouw, Professor, University of Manchester, UK
Dr Christian Kerschner, Assistant Professor, ModulUniversity Vienna, Austria
Dr Agata Hummel, Assistant Professor, University of Adam Mickiewicz, Poland
Dr Frank Moulaert, Emeritus Professor, KatholiekeUniversiteit Leuven, Belgium
Dr Frank Adler, Researcher, Brandenburg-Berlin Institute for Social Scientific Research, Germany
Dr Janne I. Hukkinen, Professor, University of Helsinki, Finland
Dr Jorge Riechmann, Professor, Universidad Autónoma de Madrid, Spain
Samuel Martín-Sosa Rodríguez, Responsable de Internacional, Ecologistas en Acción, Spain
Dr John Barry, Professor, Queen’s University Belfast, Northern Ireland
Dr Linda Nierling, Senior Scientist, Karlsruhe Institute of Technology, Germany
Dr Ines Omann, Senior Researcher, Austrian Foundation for Development Research, Austria
Dr Hug March, Associate Professor, Universitat Oberta de Catalunya, Spain
Dr Jakub Kronenberg, Associate Professor, University of Lodz, Poland

A circa un anno dalle prossime elezioni europee e dalla nomina di una nuova Commissione Europea, mentre è in corso di approvazione il Bilancio dell'UE e importanti politiche europee come la Politica di Coesione sono in fase di revisione, l'incontro organizzato dall'EEB è, ci auguriamo, il primo di una serie di iniziative che, in tutta l'Europa e attraverso un effetto di contagio culturale, incideranno concretamente nel pensiero dei responsabili politici, orientandoli verso un nuovo obiettivo: il benessere e la felicità delle persone nel rispetto assoluto del nostro Pianeta.

Altro sull'evento:
Parlamento Europeo
The Guardian
Il Fatto quotidiano 
Movimento per la Decrescita Felice