lunedì 10 dicembre 2018

Intelligenza artificiale "made in Europe"

 

Si tratta di un ambito particolarmente delicato sul quale l'opinione pubblica e la Società Civile dovrebbero essere sensibilizzate e coinvolte. Infatti, secondo quanto emerge da una recente ricerca svolta dall'OCSE, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico delle NU, i robot e l'intelligenza artificiale comporteranno perdite di posti di lavoro ( l'OCSE stima che andranno persi circa il 14% (in Italia il 15%) dei posti coinvolgendo,  in pratica, circa 66 milioni di persone principalmente nei settori dell'agricoltura e dell’industria), con un impatto sociale alquanto preoccupante soprattutto sui giovani e sui lavoratori poco qualificati e, in ogni caso, aumentando notevolmente il divario economico tra nazioni più o meno ricche. 

Interessante, al riguardo, l'opinione di Jack Ma: "I robot uccideranno milioni di posti di lavoro"

Dunque anche l'UE ha iniziato ad attivarsi in tale ambito e, nell'aprile del 2018, la Commissione Europea ha adottato una "Strategia in materia di intelligenza artificiale (IA)". Nell'ambito dell'attuazione di tale Strategia, la Commissione ha presentato un Piano Coordinato predisposto insieme agli Stati membri per promuovere lo sviluppo e l'utilizzo dell'intelligenza artificiale in Europa.

Il piano propone azioni congiunte per una cooperazione più stretta e più efficiente tra gli Stati membri, la Norvegia, la Svizzera e la Commissione in quattro ambiti chiave: 

  • aumento degli investimenti, 
  • accessibilità a un maggior numero di dati, 
  • promozione del talento,
  • salvaguardia della fiducia. 
Secondo la Commissione europea un maggiore coordinamento è essenziale affinché l'Europa diventi leader mondiale nello sviluppo e nella diffusione di soluzioni di IA all'avanguardia, etiche e sicure.  Per questo, i rappresentanti degli Stati membri dell'UE, della Norvegia, della Svizzera e della Commissione si sono riuniti diverse volte nel corso degli ultimi sei mesi per individuare sinergie e azioni congiunte che saranno riesaminate e aggiornate con cadenza annuale. 

In particolare sono stati individuati diversi settori prioritari considerati di interesse pubblico (quali l'assistenza sanitaria, i trasporti e la mobilità, la sicurezza e l'energia) su cui intervenire attraverso le azioni elencate di seguito:

1. Massimizzare gli investimenti attraverso i partenariati
Rispetto ad altre parti del mondo, come gli Stati Uniti d'America e la Cina, gli investimenti per l'intelligenza artificiale nell'Unione sono modesti e frammentati. In linea con la strategia in materia di IA presentata in aprile, il piano prevede un maggiore coordinamento degli investimenti, che apporterà maggiori sinergie e almeno 20 miliardi di euro di investimenti pubblici e privati nella ricerca e nell'innovazione nel campo dell'IA da oggi alla fine del 2020 e oltre 20 miliardi di euro l'anno da investimenti pubblici e privati nel decennio successivo. A integrazione degli investimenti nazionali la Commissione investirà 1,5 miliardi di euro entro il 2020, ossia il 70 % in più rispetto al periodo 2014-2017. Per il prossimo bilancio dell'UE a lungo termine (2021-2027) l'UE ha proposto di investire almeno 7 miliardi di euro nell'ambito di Orizzonte Europa e del programma Europa digitale.
Le azioni congiunte per realizzare tali obiettivi di investimento comprendono:
  • strategie nazionali in materia di intelligenza artificiale: entro la metà del 2019 tutti gli Stati membri dovrebbero disporre di strategie nazionali che definiscano i livelli di investimento e le misure di attuazione, che contribuiranno ad alimentare il dibattito a livello UE;
  • un nuovo partenariato europeo pubblico-privato in materia di intelligenza artificiale: sarà istituito un nuovo partenariato per la ricerca e l'innovazione nel campo dell'IA allo scopo di promuovere la collaborazione tra il mondo accademico e l'industria in Europa e di definire un'agenda strategica di ricerca comune per l'intelligenza artificiale;
  • un nuovo fondo per l'espansione nel campo dell'IA: la Commissione sosterrà le start-up e gli innovatori nel campo dell'IA e della tecnologia blockchain nelle prime fasi di sviluppo, nonché le imprese in fase di espansione;
  • sviluppo e connessione di centri all'avanguardia per l'IA: saranno sviluppati e connessi centri di eccellenza europei per l'intelligenza artificiale, saranno costituiti impianti di prova di rilevanza mondiale per settori come la mobilità connessa e sarà incentivata la diffusione dell'IA in tutta l'economia attraverso i poli dell'innovazione digitale (oggi sono stati annunciati 66 milioni di euro per i poli per la robotica). Sarà inoltre lanciata un'iniziativa pilota del Consiglio europeo per l'innovazione per supportare le tecnologie di IA della prossima generazione.
2. Creare spazi europei di dati
Affinché la tecnologia dell'IA possa svilupparsi sono necessari set di dati di grandi dimensioni, sicuri e solidi. Insieme ai paesi europei la Commissione intende creare spazi comuni europei di dati affinché la condivisione dei dati a livello transfrontaliero sia agevole e allo stesso tempo pienamente conforme al regolamento generale sulla protezione dei dati. Il settore sanitario in particolare può trarre benefici dall'IA: in coordinamento con gli Stati membri, la Commissione promuoverà lo sviluppo di una banca dati comune di dati tratti da esami sanitari, con immagini scansionate anonimizzate, donate dai pazienti, per migliorare la diagnosi e la cura dei tumori mediante l'intelligenza artificiale. Entro la metà del 2019 la Commissione varerà un centro di supporto per la condivisione dei dati, allo scopo di fornire consigli pratici a tutti i soggetti europei che partecipano all'economia dei dati.
  3. Promuovere il talento, le competenze e l'apprendimento permanente
Il talento in Europa è essenziale per lo sviluppo e l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, ma i paesi dell'UE lamentano la carenza di professionisti delle TIC e di programmi di istruzione superiore specializzati nell'IA. È per questo motivo che la Commissione, insieme ai paesi europei, sosterrà i corsi universitari avanzati in intelligenza artificiale, ad esempio attraverso borse di studio specifiche. La Commissione continuerà inoltre a sostenere le competenze digitali e l'apprendimento permanente per tutta la società, in particolare per i lavoratori maggiormente colpiti dalla diffusione dell'IA, come indicato nella strategia in materia di intelligenza artificiale. Per lo sviluppo dell'IA antropocentrica, è importante anche che i programmi di insegnamento di altre discipline, ad esempio il diritto, contemplino l'IA. Il pieno utilizzo del sistema della "carta blu" contribuirà inoltre ad attirare e trattenere in Europa professionisti dell'IA altamente qualificati.
4. Sviluppo di soluzioni di IA etiche e affidabili
L'intelligenza artificiale solleva nuove questioni di carattere etico, ad esempio potrebbe distorcere il processo decisionale. Per infondere la fiducia necessaria affinché la società accetti e utilizzi l'IA, il piano coordinato mira a sviluppare una tecnologia che rispetti i diritti fondamentali e le norme etiche. Un gruppo europeo di esperti, che rappresenta il mondo accademico, le imprese e la società civile, lavora allo sviluppo di norme deontologiche per lo sviluppo e l'utilizzo dell'IA. Una prima versione di tali norme sarà pubblicata entro la fine del 2018 e gli esperti ne presenteranno la versione definitiva alla Commissione nel marzo 2019, dopo un'ampia consultazione tramite l'Alleanza europea per l'IA. L'obiettivo è portare all'attenzione mondiale l'approccio etico dell'Europa. La Commissione sta aprendo la cooperazione a tutti i paesi terzi disposti a condividere gli stessi valori.

Contesto

Nella strategia in materia di IA per l'Europa la Commissione ha proposto di collaborare con gli Stati membri allo sviluppo di un piano coordinato sull'IA entro la fine del 2018, allo scopo di massimizzare l'impatto degli investimenti a livello UE e nazionale, incoraggiare le sinergie e la cooperazione in tutta l'UE, effettuare scambi di buone prassi e definire insieme la strada da seguire per garantire all'UE nel suo complesso di poter competere a livello mondiale. La proposta di un piano coordinato è basata sulla dichiarazione sulla cooperazione in materia di IA presentata nell'aprile 2018 in occasione della Giornata digitale, sottoscritta da tutti gli Stati membri e dalla Norvegia. Il Consiglio europeo ha espresso la sua approvazione nel giugno 2018.
Il piano coordinato presentato oggi per un'IA "made in Europe" elenca azioni da avviare nel 2019 o nel 2020 e prepara il terreno per le attività degli anni successivi. Il coordinamento con gli Stati membri proseguirà e il piano sarà riesaminato e aggiornato ogni anno. Il nuovo servizio della Commissione sulle conoscenze in materia di IA, AI Watch, contribuirà a monitorare lo sviluppo dell'intelligenza artificiale in Europa e l'attuazione del piano coordinato.
Per il successo del piano è necessario completare il mercato unico digitale e il relativo quadro normativo. Gli Stati membri e il Parlamento europeo devono giungere quanto prima a un accordo sulle proposte legislative in materia di cibersicurezza e di dati aperti e sul prossimo bilancio dell'UE, che prevede finanziamenti per la ricerca e l'innovazione e per la diffusione delle tecnologie di IA.

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