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mercoledì 19 dicembre 2018

Mercato unico digitale: accesso transfrontaliero ai contenuti radiotelevisivi online e nuove norme sui dati non personali

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Accordo tra i negoziatori dell'UE per agevolare l'accesso transfrontaliero ai contenuti radiotelevisivi online


I negoziatori della Commissione europea, del Parlamento europeo e del Consiglio hanno raggiunto oggi un accordo politico sulla proposta di legislazione sul diritto d'autore in materia di programmi radiotelevisivi.
Con le nuove norme sarà più facile per le emittenti europee mettere a disposizione determinati programmi nelle dirette televisive o nei servizi di catch-up online e verrà semplificata la distribuzione di una gamma più ampia di canali radiotelevisivi da parte degli operatori di ritrasmissione. L'accordo rappresenta un importante passo avanti verso un mercato unico digitale pienamente funzionante.
Il 41% degli europei guarda la televisione online, una percentuale ancora più elevata tra le nuove generazioni: il 50% degli europei di età compresa tra i 15 e i 24 anni guarda la TV online almeno una volta alla settimana. Tra gli europei di età compresa tra i 15 e i 45 anni, inoltre, il 19% usa servizi di trasmissione online per guardare serie televisive e film.
Quali cambiamenti porterà la direttiva nella distribuzione dei programmi radiotelevisivi?
  • Il principio del paese d'origine: la direttiva introdurrà il principio del paese di origine (country of origin - COO) al fine di agevolare la concessione di licenze per i diritti relativi a determinati programmi che le emittenti possono offrire nell'ambito dei loro servizi online (trasmissione in simulcast, servizi di catch-up e altri servizi complementari alla trasmissione convenzionale, come la visione anticipata). Grazie a tale meccanismo, le emittenti potranno rendere programmi radio, notiziari televisivi, programmi di attualità e produzioni proprie interamente autofinanziate, disponibili online in tutti i paesi dell'UE.
  • Ritrasmissione: la direttiva offrirà un meccanismo per semplificare la concessione di licenze per i diritti nei casi di ritrasmissione di programmi radiotelevisivi, compresi i servizi di ritrasmissione forniti via Internet a determinate condizioni. Il meccanismo dovrebbe contribuire a una più ampia distribuzione di canali radiotelevisivi.
  • Immissione diretta: si tratta di un processo sempre più diffuso tra le emittenti per trasmettere i loro programmi al pubblico. Le nuove norme garantiranno che i titolari dei diritti siano adeguatamente retribuiti quando le loro opere sono utilizzate nei programmi trasmessi mediante immissione diretta. Forniranno inoltre certezza del diritto alle emittenti e ai distributori coinvolti nel processo.

Prossime tappe

L'accordo politico di oggi dovrà essere confermato dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell'UE nel corso delle prossime settimane.

Contesto

Nel settembre 2016 la Commissione europea ha proposto un regolamento volto ad agevolare la concessione di licenze per i diritti di alcune trasmissioni online di emittenti e di ritrasmissioni di programmi radiotelevisivi. La proposta rientra in un'iniziativa più ampia volta ad adeguare le norme UE sul diritto d'autore all'era digitale.
Al giorno d'oggi le emittenti offrono sempre più spesso contenuti online. Tuttavia tale programmazione online rimane spesso non accessibile in altri Stati membri diversi dallo Stato membro di origine anche se potrebbe esservi un elevato interesse (a motivo della lingua, per esempio). L'esistente complessità della liberatoria dei diritti d'autore (vale a dire l'ottenimento delle autorizzazioni dei titolari dei diritti) rende difficile la diffusione di questi servizi a livello transfrontaliero.
La direttiva approvata oggi integra l'esistente direttiva sulla trasmissione via satellite e via cavo che permette già la trasmissione transfrontaliera via satellite e la ritrasmissione via cavo di programmi radiotelevisivi da altri Stati membri. Grazie alla direttiva sulla trasmissione via satellite e via cavo, un gran numero di canali TV sono disponibili in altri Stati membri diversi dallo Stato membro d'origine. Ciò ha permesso di rafforzare la diversità culturale europea e di migliorare la qualità della vita degli europei che vivono in uno Stato membro diverso da quello di origine.

Per ulteriori informazioni

Scheda informativa: Migliorare l'accesso ai programmi audiovisivi nell'Unione europea: fatti e cifre
Comunicato stampa: la Commissione propone norme moderne sul diritto d'autore nell'UE per la promozione e la circolazione della cultura europea
flow of data
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Nuove norme sui dati non personali

Entra in vigore il regolamento sulla libera circolazione dei dati non personali proposto dalla Commissione europea nel settembre 2017.

Il regolamento è stato adottato dal Parlamento europeo nell'ottobre 2018 e dal Consiglio dell’Unione europea nel novembre 2018. Esso consentirà agli organismi del settore pubblico e privato di archiviare e trattare i dati non personali ovunque nell’UE nel modo più efficiente ed efficace sotto il profilo dei costi, oltre a rafforzare la fiducia nel cloud computing e a rendere più facile per i clienti cambiare o porre fine ai loro contratti di cloud computing. In più, d’ora in poi gli Stati membri non potranno più obbligare le imprese a conservare i dati in un determinato luogo. Le autorità competenti di tutti gli Stati membri conservano comunque il  diritto di chiedere l’accesso a fini di controllo regolamentare e di vigilanza ogniqualvolta  nell’UE vengano conservati dei dati (su cloud o a livello locale).
Il nuovo regolamento non pregiudica in alcun modo l’applicazione del regolamento generale sulla protezione dei dati, in quanto non contempla i dati personali.
I due regolamenti funzioneranno in maniera coordinata, per consentire la libera circolazione di tutti i dati nell’UE, creando uno spazio unico europeo per i dati. Maggiori informazioni sono disponibili in queste "Domande e risposte" (in lingua inglese) e in questa scheda informativa (in lingua inglese).