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giovedì 31 gennaio 2019

Codice di buone prassi contro la disinformazione: Google, Facebook, Twitter, Mozilla ci dicono come si conformeranno..

Euromaidan Press

La Commissione europea ha pubblicato le prime relazioni presentate dai firmatari del codice di buone prassi contro la disinformazione firmato a ottobre 2018. La Commissione accoglie con favore i progressi compiuti ma invita anche i firmatari a intensificare gli sforzi in vista delle elezioni europee del 2019. Google, Facebook, Twitter, Mozilla e le associazioni del settore pubblicitario hanno presentato le prime relazioni sulle misure adottate per conformarsi al codice di buone pratiche sul tema della disinformazione

 Sono stati compiuti alcuni progressi, come per esempio la rimozione di profili falsi e la limitazione della visibilità dei siti che promuovono disinformazione. Sono necessarie tuttavia ulteriori iniziative per garantire la piena trasparenza dei messaggi pubblicitari di natura politica entro l'inizio della campagna delle elezioni europee in tutti gli Stati membri dell'UE per consentire un accesso adeguato ai dati delle piattaforme a fini di ricerca e per garantire una corretta cooperazione tra le piattaforme e i singoli Stati membri attraverso i punti di contatto nel sistema di allarme rapido.
Secondo le relazioni, che interessano misure adottate entro il 31 dicembre 2018, le società online sono intervenute in modo più capillare e incisivo in alcuni ambiti, quali l'eliminazione dei profili falsi e la demonetizzazione dei vettori di disinformazione, rispetto ad altri. In particolare, dalle relazioni emerge che:
  • Facebook ha adottato o sta adottando misure per l'attuazione di tutti gli impegni ma adesso deve fornire maggiore chiarezza su come la rete sociale applicherà i suoi strumenti di emancipazione dei consumatori e su come rafforzerà la collaborazione con i verificatori di fatti e i ricercatori in tutta l'UE.
  • Google ha preso provvedimenti per attuare tutti gli impegni, in particolare quelli volti a migliorare il controllo degli annunci pubblicitari, la trasparenza della pubblicità di natura politica, e a fornire agli utenti informazioni, strumenti e sostegno che consentano un maggiore controllo dell'esperienza online. Alcuni strumenti sono tuttavia disponibili solo in un numero ristretto di Stati membri. La Commissione esorta inoltre il motore di ricerca online a sostenere azioni di ricerca su più ampia scala.
  • Twitter ha dato priorità ad azioni contro i soggetti malintenzionati, eliminando i profili falsi e sospetti nonché i sistemi/bot automatizzati. Sono comunque necessarie ulteriori informazioni per capire come queste azioni eviteranno che i vettori di disinformazione più tenaci promuovano i loro tweet.
  • Mozilla sta per lanciare una versione aggiornata del suo motore di ricerca che prevede il blocco predefinito del monitoraggio intersito, ma dovrebbe spiegare più concretamente come questo strumento limiterà l'acquisizione delle informazioni relative alla navigazione degli utenti, che potrebbero essere sfruttate nell'ambito di campagne di disinformazione.
Per le prossime relazioni la Commissione si aspetta che Google, Facebook, Twitter e Mozilla sviluppino un approccio più sistematico, che consenta un monitoraggio e una valutazione adeguati e regolari, sulla base di appropriati dati sulle prestazioni.
Per quanto riguarda le associazioni che rappresentano il settore pubblicitario (World Federation of Advertisers, European Association of Communication Agencies and Interactive Advertising Bureau Europe) la Commissione apprezza gli sforzi compiuti per sensibilizzare il pubblico in merito al codice ma nota anche l'assenza di società firmatarie e sottolinea il ruolo chiave che i marchi e gli inserzionisti svolgono nel loro sforzo di demonetizzare i vettori di disinformazione.

Prossime tappe

Le relazioni interessano misure adottate dalle società online e dal settore pubblicitario entro il 31 dicembre 2018. Per il mese di gennaio 2019 le piattaforme online dovrebbero fornire alla Commissione informazioni dettagliate nei prossimi giorni. Questa prima relazione mensile sarà pubblicata a febbraio 2019 e seguita da analoghe relazioni a scadenza mensile fino a maggio 2019. La Commissione potrà così verificare che prima delle elezioni europee siano in atto politiche efficaci, che si concentrano soprattutto sull'integrità dei processi elettorali.
Entro la fine del 2019, vale a dire al termine del suo periodo iniziale di 12 mesi, la Commissione effettuerà una valutazione globale del codice. Qualora i risultati si rivelassero insoddisfacenti, la Commissione potrebbe proporre ulteriori azioni, anche di natura regolamentare.

Contesto

Il monitoraggio del codice di buone pratiche rientra nel piano d'azione contro la disinformazione adottato dall'Unione europea lo scorso dicembre per sviluppare le capacità e rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri e le istituzioni dell'UE al fine di affrontare in modo proattivo le minacce connesse alla disinformazione.
I firmatari hanno aderito al codice nell'ottobre 2018 in maniera volontaria.
Il codice mira a raggiungere gli obiettivi definiti dalla comunicazione della Commissione presentata ad aprile 2018 stabilendo un'ampia gamma di impegni articolati in cinque settori:
  • fermare i profitti derivanti da pubblicità fatta da profili e siti web che alterano l'informazione e fornire agli inserzionisti adeguati strumenti di sicurezza e informazione in relazione ai siti che creano disinformazione;
  • consentire la divulgazione al pubblico dei messaggi pubblicitari di natura politica e impegnarsi per pubblicità più etiche;
  • disporre di una politica chiara e pubblica sull'identità e sui bot online e adottare misure per l'eliminazione dei profili falsi;
  • offrire informazioni e strumenti per aiutare le persone a prendere decisioni consapevoli e favorire l'accesso a prospettive diverse quando si tratta di argomenti di interesse pubblico, dando rilevanza alle fonti autorevoli;
  • fornire ai ricercatori un accesso ai dati conforme ai principi di riservatezza, affinché possano seguire e comprendere meglio la diffusione e le ripercussioni della disinformazione.

In merito alle prossime elezioni europee

Il codice di buone pratiche va inoltre di pari passo con la raccomandazione compresa nel pacchetto elettorale annunciato dal Presidente Juncker nel suo discorso sullo stato dell'Unione del 2018, volto a garantire che le elezioni del Parlamento europeo siano organizzate in modo libero, regolare e sicuro. Le misure comprendono una maggiore trasparenza della pubblicità online di natura politica e la possibilità di imporre sanzioni per l'uso illegale di dati personali finalizzato a influenzare deliberatamente il risultato delle elezioni europee. Gli Stati membri sono anche stati invitati a istituire reti nazionali di cooperazione per le questioni elettorali composte delle pertinenti autorità - come le autorità competenti in materia elettorale e in materia di cibersicurezza, le autorità incaricate della protezione dei dati e le autorità di contrasto - e a designare dei punti di contatto che partecipino a un'analoga rete di cooperazione in materia elettorale di livello europeo. Il primo incontro a livello europeo si è svolto il 21 gennaio 2019.

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