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mercoledì 6 febbraio 2019

Incitamento all'odio online: il Codice di condotta dell'UE sembra funzionare..

Lettere con scritta no all'odio
©pixabay

L'iniziativa  della Commissione Europea relativa al Codice di Condotta produce risultati positivi. Oggi le società informatiche valutano entro 24 ore l'89 % dei contenuti segnalati e rimuovono da Internet il 72 % dei contenuti ritenuti illeciti incitamento all'odio, contro il 40 % e il 28 %, rispettivamente, nel 2016, anno in cui il Codice è stato varato. Ora, però, è necessario un miglioramento, da parte loro, del feedback fornito agli utenti.

Dal 2016, anno in cui è stato varato, il Codice di condotta continua a promuovere progressi costanti e oggi, come conferma la recente valutazione, le società informatiche reagiscono con prontezza per contrastare i contenuti di incitamento all'odio razziale e xenofobo che vengono loro segnalati. Esse, tuttavia, devono ora migliorare il feedback agli utenti che segnalano tali contenuti e garantire maggior trasparenza sulle notifiche e sulle cancellazioni effettuate.
I contenuti illegali vengono cancellati in modo sempre più rapido, ma senza sfociare in eccessi: il tasso di rimozione indica infatti che la revisione effettuata dalle società informatiche continua a rispettare la libertà di espressione. Grazie al Codice, inoltre, le organizzazioni della società civile, le autorità nazionali e le piattaforme informatiche hanno creato partenariati per promuovere attività di sensibilizzazione e di educazione.
Nel 2018, infine, quattro nuove società hanno deciso di aderire al Codice: Google+, Instagram, Snapchat e Dailymotion. Anche la piattaforma francese di giochi online Webedia (jeuxvideo.com (link is external)) ha annunciato oggi la sua partecipazione. 
Contesto
La decisione quadro sulla lotta contro il razzismo e la xenofobia qualifica come reato l'istigazione pubblica alla violenza o all'odio nei confronti di un gruppo di persone, o di un suo membro, definito in riferimento alla razza, al colore, alla religione, all'ascendenza o all'origine nazionale o etnica. L'istigazione all'odio, quale definita nella decisione quadro, costituisce reato anche quando avviene online.
L'Unione europea, gli Stati membri, i social media e altre piattaforme condividono tutti la responsabilità collettiva di promuovere e favorire la libertà di espressione nel mondo online e, nel contempo, sono tutti tenuti a vigilare che Internet non diventi un ricettacolo di violenza e odio liberamente accessibile.
Nel maggio 2016, per far fronte al proliferare dell'incitamento all'odio razzista e xenofobo online, la Commissione europea e quattro colossi dell'informatica (Facebook, Microsoft, Twitter e YouTube) hanno presentato un "Codice di condotta per contrastare l'illecito incitamento all'odio online".
Il 7 dicembre 2016 la Commissione europea ha presentato i risultati della prima valutazione dell'attuazione del Codice. I risultati della seconda e della terza valutazione, pubblicati rispettivamente il 1º giugno 2017 e il 19 gennaio 2018, hanno evidenziato progressi costanti.
Il 28 settembre 2017 la Commissione ha adottato una comunicazione contenente una serie di linee guida, destinate alle piattaforme, sulle procedure di segnalazione e azione per contrastare i contenuti illegali online. Si tratta di un documento di orientamento che, in particolare, sottolinea l'importanza di contrastare l'illecito incitamento all'odio online e la necessità di continuare a favorire l'attuazione del Codice di condotta.
Il 1º marzo 2018 è stata pubblicata una raccomandazione della Commissione sulle misure per contrastare efficacemente i contenuti illegali online, comprendente due parti distinte: una generale, sulle misure applicabili a tutti i tipi di contenuti illegali, e una specifica, sulle azioni speciali che le piattaforme dovrebbero intraprendere per contrastare la presenza di contenuti terroristici. Per quanto riguarda le norme applicabili a tutti i tipi di contenuti illegali, la raccomandazione prevede meccanismi di segnalazione e azione più chiari, strumenti più efficaci e tecnologie proattive, garanzie più solide a tutela dei diritti fondamentali, un'attenzione particolare alle piccole imprese e una più stretta collaborazione con le autorità.

Per ulteriori informazioni

Domande e risposte sulla quarta valutazione del Codice di condotta per contrastare l'illecito incitamento all'odio online