mercoledì 3 aprile 2019

Rafforzare lo Stato di diritto in tutta l'UE

A seguito dei gravi problemi emersi al riguardo in alcuni paesi membri dell'UE, la Commissione Europea dà l'avvio a una riflessione sullo Stato di diritto nell'Unione e delinea possibili linee di azione per il futuro. In una Comunicazione presentata oggi fa il punto della situazione sugli strumenti disponibili per monitorare e proteggere lo Stato di diritto in tutta l'Unione e ripercorre l'esperienza degli anni passati con l'obiettivo di aprire un più ampio dibattito europeo su come rafforzare ulteriormente in futuro lo Stato di diritto. In particolare, l'esperienza passata evidenzia la necessità di una migliore promozione, di una prevenzione precoce di rischi o violazioni e di una reazione efficace quando si verificano tali problemi nell'Unione.

Negli ultimi anni lo Stato di diritto in Europa è stato oggetto di pressioni sempre più forti. Nei dibattiti all'interno dell'Unione, a livello internazionale e da parte della società civile sono state espresse preoccupazioni comuni di natura concreta. È pertanto evidente che occorre fare di più per garantire che lo Stato di diritto sia difeso, rafforzato e mantenuto in tutta l'Unione. Sulla base dei dibattiti in corso e dell'esperienza passata, la comunicazione di oggi mira a dare l'avvio a questo processo delineando le possibili piste di riflessione per l'azione futura.

Possibili linee di azione per il futuro

È responsabilità comune delle istituzioni dell'UE e di tutti gli Stati membri difendere, rafforzare e garantire il pieno rispetto dello Stato di diritto nell'Unione. La Commissione ha già utilizzato, al fine di monitorare, valutare e rispondere con attenzione ai problemi inerenti allo Stato di diritto negli Stati membri, un'ampia gamma di strumenti tra cui il quadro per lo Stato di diritto, le procedure di cui all'articolo 7, paragrafo 1, del TUE, le procedure di infrazione, il semestre europeo, il quadro di valutazione UE della giustizia o il meccanismo di cooperazione e verifica (MCV).
Sulla base dell'esperienza finora acquisita attraverso tutti gli strumenti, la Commissione presenta oggi tre pilastri che potrebbero contribuire ulteriormente a un'efficace attuazione dello Stato di diritto nell'Unione:
· una migliore promozione 
Le norme e la giurisprudenza in materia di Stato di diritto non sono sempre sufficientemente note a livello nazionale. Il problema può essere affrontato intensificando l'impegno per la promozione delle norme e della giurisprudenza in materia di Stato di diritto a livello nazionale. Ciò potrebbe essere realizzato, ad esempio, con attività di comunicazione destinate al pubblico, approcci comuni dell'UE che contribuiscano a promuovere una cultura dello Stato di diritto più forte tra le istituzioni e le professioni, un impegno costante con il Consiglio d'Europa e la partecipazione della società civile a livello regionale e locale.
· prevenzione precoce 
Se la responsabilità primaria di garantire il rispetto dello Stato di diritto a livello nazionale spetta agli Stati membri, l'UE può offrire un importante sostegno per rafforzare la resilienza dei sistemi e delle istituzioni chiave. Una cooperazione e un dialogo regolari potrebbero aiutare ad acquisire una migliore comprensione della situazione dello Stato di diritto e dei suoi sviluppi negli Stati membri e contribuire alla rapida risoluzione di qualsiasi problema inerente allo Stato di diritto.
· una risposta su misura 
La diversità dei problemi riguardanti lo Stato di diritto richiede una diversità di risposte efficaci. La Commissione continuerà a garantire la corretta applicazione del diritto dell'UE mediante le procedure di infrazione. Inoltre, potrebbe essere opportuno adottare approcci diversi in settori strategici specifici come nel caso della proposta della Commissione sulla tutela degli interessi finanziari dell'UE . Si potrebbero inoltre esaminare le possibilità di migliorare l'attuale quadro sullo Stato di diritto includendovi informazioni tempestive e sostegno da parte del Parlamento europeo e del Consiglio, nonché un calendario chiaro per quanto riguarda la durata dei dialoghi.

Prossime tappe

La Commissione invita ora il Parlamento europeo, il Consiglio europeo, il Consiglio e gli Stati membri, nonché le parti interessate, comprese le reti giudiziarie e la società civile, a riflettere sui problemi illustrati nella comunicazione di oggi e a contribuire con idee concrete su come promuovere ulteriormente gli attuali strumenti in materia di Stato di diritto.
Sulla base di questo processo di riflessione e del dibattito in corso, la Commissione tornerà ad affrontare la questione e nel giugno 2019 presenterà proprie conclusioni e proposte.

Contesto

Lo Stato di diritto è uno dei valori comuni sui quali si fonda l'Unione europea: un valore condiviso da tutti gli Stati membri e sancito dall'articolo 2 del trattato sull'Unione europea. È inoltre essenziale per il funzionamento complessivo dell'UE, ad esempio per quanto riguarda il mercato interno, la cooperazione nel settore della giustizia e degli affari interni e per garantire che i giudici nazionali, che sono anche "giudici dell'UE", possano svolgere il loro ruolo di garanti dell'applicazione del diritto dell'UE e interagire adeguatamente con la Corte di giustizia dell'UE nel contesto delle procedure di rinvio pregiudiziale. La Commissione europea, insieme alle altre istituzioni e agli Stati membri, è competente in virtù dei trattati per garantire il rispetto dello Stato di diritto quale valore fondamentale della nostra Unione e assicurare che le normative, i valori e i principi dell'UE siano rispettati.
La Commissione dispone, per monitorare, valutare e rispondere ai problemi inerenti allo Stato di diritto negli Stati membri, di un'ampia gamma di strumenti tra cui figurano le procedure di infrazione, il semestre europeo, il quadro di valutazione UE della giustizia o il meccanismo di cooperazione e verifica (MCV). L'11 marzo 2014 la Commissione ha adottato un nuovo quadro per far fronte alle minacce sistemiche allo Stato di diritto in tutti gli Stati membri dell'UE. Il quadro costituisce uno strumento che consente alla Commissione di avviare un dialogo in più fasi con lo Stato membro interessato al fine di prevenire l'intensificazione di minacce sistemiche allo Stato di diritto. Lo strumento più emblematico per difendere lo Stato di diritto, ma a cui si ricorre eccezionalmente, è l'articolo 7 del TUE, che consente all'UE di intervenire in caso di grave violazione dello Stato di diritto in uno Stato membro. La procedura di cui all'articolo 7 del TUE è stata avviata finora in due casi: nel dicembre 2017 nei confronti della Polonia (dalla Commissione) e nel settembre 2018 nei confronti dell'Ungheria (dal Parlamento europeo).
Inoltre, oggi la Commissione ha avviato una procedura di infrazione mediante l'invio alla Polonia di una lettera di costituzione in mora relativa al nuovo sistema disciplinare per i giudici (per leggere l'intero comunicato stampa, cfr. qui)

Per ulteriori informazioni

Comunicazione: Rafforzare ulteriormente lo Stato di diritto nell'Unione. Contesto attuale e possibili nuove misure
Scheda informativa: Strumenti dell'UE in materia di Stato di diritto
Comunicato stampa: Iniziativa dei cittadini europei: La Commissione registra l'iniziativa "Respect for the rule of law" (Rispetto dello Stato di diritto)
Comunicato stampa: Stato di diritto La Commissione europea avvia una procedura d'infrazione per proteggere i giudici in Polonia dal controllo politico