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lunedì 13 maggio 2019

Le istituzioni dell'UE in pillole...


https://multimedia.europarl.europa.eu/it/at-home-with-the-european-institutions_V007-0007_ev

L'Unione europea è composta da varie istituzioni, comitati, agenzie, organi giudiziari e organismi vari, ciascuno con diversi ruoli e diversi gradi di importanza per quanto concerne sia il loro potere di intervento che le decisioni ed i pareri che sono in grado di esprimere:

È l'istituzione più importante ed è l'espressione a livello europeo degli interessi nazionali e, quindi, degli stati membri dell'UE. Il Consiglio non è eletto dai cittadini e dalle cittadine dell'UE ma sono gli Stati membri a designare i propri rappresenti in Consiglio, scelti fra i ministri del proprio governo nazionale. A differenza dei parlamentari europei, eletti direttamente dai cittadini, i ministri che partecipano al Consiglio sono sottoposti a mandato imperativo, ciò significa che il loro voto è vincolato alle decisioni prese nel governo di appartenenza da cui, ovviamente, non si possono discostare.
Il Consiglio:
adotta le leggi, per lo più congiuntamente al Parlamento europeo.
coordina le politiche economiche generali degli Stati membri.
definisce e implementa la politica estera e di sicurezza comune della UE, in base agli orientamenti generali stabiliti dal Consiglio europeo.
conclude, a nome dell’Unione, accordi internazionali tra la UE e uno o più Stati ovvero organizzazioni internazionali.
coordina le azioni degli Stati membri e adotta misure nel settore della cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale.
Il Consiglio, insieme al Parlamento europeo, approva il bilancio dell’Ue.
A seconda della questione all’ordine del giorno, ciascuno Stato membro sarà rappresentato dal ministro responsabile di quell’argomento (affari esteri, affari sociali, trasporti, agricoltura, ecc). Il Consiglio è unico, ma per ragioni di organizzazione dei lavori si riunisce, in funzione delle materie trattate, in diverse formazioni, cui partecipano i ministri degli Stati membri e i Commissari europei competenti per le materie interessate (ad esempio: Consiglio Agricoltura, Consiglio affari sociali, Consiglio Trasporti, etc...). In seguito all'entrata in vigore del trattato di Lisbona sono state definite 10 formazioni. Le decisioni del Consiglio sono preparate da una struttura di più di 150 gruppi di lavoro e comitati composti da delegati degli Stati membri. Essi risolvono le questioni tecniche e trasmettono il fascicolo al Comitato dei Rappresentanti Permanenti (COREPER), composto dagli ambasciatori degli Stati membri presso l'Unione europea, il quale garantisce la coerenza dei lavori e risolve le questioni tecnico-politiche prima di trasmettere il fascicolo al Consiglio.
Il Consiglio è presieduto a turno da ciascuno Stato membro per un periodo di sei mesi in base ad un ordine prestabilito ad esclusione del Consiglio per gli Affari Esteri che è invece presieduto dall’Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza europea.
A seconda dell'argomento discusso, il Consiglio dell'UE decide:
  • a maggioranza semplice (con il voto favorevole di 15 Stati membri)
  • a maggioranza qualificata (con il voto favorevole del 55% degli Stati membri, che rappresentino almeno il 65% della popolazione dell'UE)
  • all'unanimità (con la totalità dei voti a favore).


Da non confondere con il Consiglio d'Europa che è un'Organizzazione internazionale diversa dall'UE, con sede a Strasburgo e che conta oggi 47 stati membri, il Consiglio Europeo definisce gli orientamenti politici generali dell’Ue e le sue priorità. Ne fanno parte i capi di stato e di governo degli stati membri dell'UE ed è guidato da un presidente (attualmente il Polacco Tusk) ed è formato dai capi di Stato o di governo dei Paesi membri. Ne fanno parte anche il presidente della Commissione Ue e l’Alto rappresentante per gli Affari esteri. Il Consiglio ha sede a Bruxelles e rappresenta il momento di incontro politico più elevato tra i paesi dell’Unione. Solitamente si riunisce ogni tre mesi e viene presieduto dal presidente permanente. Quest’ultimo ha un mandato di due anni e mezzo, rinnovabile una volta.


è l'organo esecutivo avente tuttavia il potere di iniziativa legislativa che non spetta al Parlamento Europeo. Ha inoltre il compito di far applicare i Trattati e gli atti dell’Unione e di gestire il bilancio, le politiche ed i programmi dell’UE. Vuole essere un'organo:
  • indipendente dagli stati membri, ossia: i commissari sono nominati a titolo individuale e non rappresentano né gli stati di provenienza né formazioni politiche o gruppi di interesse.
  • collegiale: tutte le deliberazioni della Commissione sono riferibili alla Commissione europea nel suo complesso, al di là della materia trattata.
  • a tempo pieno: è prevista l’incompatibilità per i membri della Commissione con qualsiasi altra carica.
Partecipa al potere giudiziario potendo presentare ricorsi alla Corte di giustizia contro gli Stati membri e lo stesso Consiglio.
Come lavora la Commissione europea?        
  • In linea con gli indirizzi politici espressi dal Consiglio Europeo, la Commissione annuncia nei suoi programmi annuali l’intenzione di legiferare su una determinata materia (il Consiglio ed il Parlamento possono chiedere alla Commissione di dare avvio all’iniziativa legislativa) e successivamente emana una Comunicazione dove fornisce maggiori specificazioni sulle sue intenzioni.
  • La proposta viene valutata attraverso la convocazione di specifici comitati (che possono essere composti da scienziati, esperti della materia, rappresentanti dei principali interessi in gioco….) creati dalla stessa Commissione o anche attraverso forme di consultazione formale o informale degli Stati, del Comitato delle Regioni (CdR) e del Comitato Economico e Sociale (CESE) i cui pareri non sono però vincolanti.
  • In alcuni casi di particolare importanza viene redatto un "Libro Verde" nel quale si descrive la situazione da regolare con una nuova legislazione. Anche il Libro Verde è sottoposto ad una consultazione pubblica e viene inviato a PE, CESE e CdR, così come il "Libro Bianco, preparato dalla Commissione stessa dopo aver analizzato le risposte ottenute sul Libro verde.
  • Parallelamente la Commissione svolge l’analisi di impatto, uno studio che cerca di prevedere le possibili conseguenze della proposta sui cittadini europei
  • Infine la Commissione approva la proposta definitiva a maggioranza semplice
Il suo potere dopo il Trattato di Lisbona è in parte ridimensionato non avendo più un potere proprio di formulare decisioni, raccomandazioni e pareri.


è composto dai rappresentati dei cittadini dell’Unione che possono eleggere i propri rappresentanti ed essere eletti. L'elettorato attivo e passivo a livello europeo è stato introdotto dal trattato di Maastricht nel 1993: ogni cittadino europeo residente in uno stato membro, anche diverso da quello di appartenenza, ha diritto ad eleggere i propri rappresentanti e ad essere eletto. Nel Parlamento europeo siedono 751 deputati in rappresentanza dei cittadini dei 28 Stati membri dell'Unione europea. La popolazione di ciascuno Stato membro determina il numero di deputati eletti per Paese. I deputati non sono raggruppati per nazionalità ma per affinità politica. La rappresentanza dei cittadini viene garantita in maniera proporzionale, secondo una formula volta ad avvantaggiare i paesi più piccoli e con un numero minore di abitanti. In particolare si è stabilito che la soglia minima sarà di 6 seggi mentre la massima di 96. (art. 14 TUE).
Con l’eventuale uscita dalla Ue, il Regno Unito lascerà agli altri paesi membri dell’Unione i propri 73 seggi al Parlamento Europeo. Alle elezioni del 2019 solo  27 seggi saranno ridistribuiti tra 14 stati membri dell’Unione. La parte restante sarà tenuta in serbo per i nuovi ingressi previsti, soprattutto dai paesi balcanici. Il numero dei deputati europei dovrebbe perciò scendere nel 2019 a 705, ma quello dell'Italia dovrebbe crescere da 73 a 76.
Il Parlamento europeo esercita:
- Il potere legislativo. La titolarità del potere legislativo è condiviso da Parlamento e Consiglio attraverso una procedura chiamata "procedura legislativa e ordinaria". Il potere di iniziativa legislativa spetta invece alla Commissione dietro indirizzo del Consiglio e, solo in minima parte, al Parlamento Europeo. Infatti, il PE può, a maggioranza dei suoi membri, proporre una nuova legislazione europea chiedendo alla Commissione di dare avvio all’iniziativa legislativa su un determinato argomento. Se la Commissione non presenta una proposta deve comunicarne le motivazioni al PE. In caso di disaccordo con la Commissione Europea il PE può emanare nei suoi confronti una Mozione di Censura.
- La funzione di bilancio. Il bilancio dell’UE non può essere adottato senza l’accordo tra Consiglio e Parlamento.
- Funzione di controllo sulle istituzioni: si esplica direttamente nel potere di elezione del Presidente della Commissione a maggioranza qualificata, tenuto conto degli esiti delle elezioni europee e nell’audizione dei commissari prima di votare la commissione nel suo insieme. E’ già successo che alcune proposte venissero ritirate dopo l’esito negativo di tali audizioni. Il PE interviene in oltre nella nomina della Corte dei Conti con un parere al consiglio espresso a seguito di audizioni.
- Il PE può inoltre costituire Commissioni d’inchiesta, nominare il Mediatore europeo, ricevere petizioni su materie di interesse europeo.
Il Calendario dei lavori parlamentari è molto stringente, è deciso un anno per l’altro ed è pubblico. Esso si riunisce in sessione plenaria una volta al mese a Strasburgo e una volta ogni due mesi con una sessione plenaria breve e Bruxelles. La sede dei lavori di Commissione e di Delegazione è a Bruxelles.
Il Parlamento, la sua organizzazione:
Presidente: eletto per un periodo rinnovabile di due anni e mezzo, pari a metà legislatura. Egli rappresenta il Parlamento all’esterno e nelle relazioni con le altre istituzioni comunitarie
Deputati: esercitano il loro mandato in maniera indipendente e sono raggruppati in funzione delle loro affinità politiche e non in base alla nazionalità. L’attività dei deputati europei si svolge a Bruxelles, a Strasburgo e nelle circoscrizioni elettorali. Dotati di poteri sempre più ampi, i deputati europei influiscono su tutti i settori della vita quotidiana del cittadino.
I gruppi politici:  I deputati si riuniscono in gruppi politici non in base alla loro nazionalità ma in funzione delle loro affinità politiche.
Le Commissioni parlamentari: per preparare il lavoro del Parlamento europeo in Aula, i deputati si suddividono in commissioni permanenti, ciascuna delle quali è specializzata in determinati settori. La gran parte del lavoro dei parlamentari avviene in questa sede: i deputati europei elaborano, modificano e votano proposte legislative e relazioni di iniziativa. Esaminano le proposte della Commissione e del Consiglio e, se del caso, redigono una relazione che sarà presentata in Aula.
Sottocommissioni, commissioni temporanee speciali che si occupano di argomenti specifici, commissioni d’inchiesta nell’ambito delle proprie competenze di controllo, possono essere istituite dal Parlamento per investigare eventuali casi di grave infrazione delle leggi europee.
Le Delegazioni del Parlamento europeo intrattengono rapporti con i parlamenti di paesi terzi, cioè che non sono membri dell’Unione europea. Contribuiscono in maniera significativa allo sviluppo del ruolo dell’Unione europea nel mondo. I parlamentari fanno parte dia delle Commissioni permanenti che di quelle speciali, oltre che delle Delegazioni.


Ha funzioni consultive rispetto alla Commissione, al Consiglio e al Parlamento europeo. Creato con il Trattato di Maastricht nel 1993, ha finalmente introdotto la dimensione regionale nel processo di costruzione europea, favorendo un minimo di integrazione degli interessi degli enti territoriali nel quadro dell'impianto UE.
Il CdR può:
Formulare pareri su richiesta di altre istituzioni e, in particolare:
    - Come consultazione obbligatoria
Il Consiglio e la Commissione sono tenuti a consultare il Comitato delle regioni prima di adottare decisioni in materia di:
  • istruzione, formazione professionale e gioventù (articolo 165 TFUE);
  • cultura (articolo 167 TFUE);
  • sanità pubblica (articolo 168 TFUE);
  • reti transeuropee di trasporti, telecomunicazioni ed energia (articolo 172 TFUE);
  • coesione economica e sociale (articoli 175, 177 e 178 TFUE).
    - Come consultazione facoltativa
Qualora lo ritengano opportuno, la Commissione, il Consiglio e il Parlamento possono inoltre consultare il Comitato delle regioni su qualsiasi altra materia. Quando una delle tre istituzioni suddette consulta il Comitato delle regioni (a titolo obbligatorio o facoltativo), essa può fissare un termine per la risposta (non inferiore a un mese a norma dell'articolo 307 TFUE). Qualora il termine scada senza che sia stato emesso un parere, essa può procedere facendo a meno del parere.
Formulare pareri di propria iniziativa:
  • Quando viene consultato il Comitato economico e sociale, il Comitato delle regioni ne è informato e, se ritiene che siano in gioco interessi regionali, può anch'esso esprimere un parere sull'argomento trattato.
  • In generale, il CdR può esprimere un parere ogniqualvolta lo ritenga utile. Per esempio il Comitato ha emesso pareri di propria iniziativa nei seguenti settori: piccole e medie imprese (PMI), reti transeuropee, turismo, fondi strutturali, sanità (lotta contro la droga), industria, sviluppo urbano, programmi di formazione, ambiente.
I membri del Comitato delle regioni sono nominati per un periodo di cinque anni, mentre il presidente e l’ufficio di presidenza sono eletti per due anni e mezzo.
Il numero dei seggi del Comitato delle regioni è limitato e non può essere superiore a 350. Inoltre, la ripartizione dei seggi per Stato membro deve essere oggetto di una decisione del Consiglio che delibera all’unanimità.
Per assicurare la salvaguardia delle sue prerogative, l’articolo 263 del trattato sul funzionamento dell’UE autorizza il Comitato a rivolgersi alla Corte di Giustizia dell’UE attraverso due tipi di ricorso. Da un lato, essendo il Comitato uno dei garanti del Principio di Sussidiarietà in seno all’UE, questo può rivolgersi alla Corte per richiedere l’annullamento di un atto che non rispetta questo fondamentale Principio. Tale diritto di ricorso è comunque limitato agli atti per i quali è previsto l’obbligo di consultazione del Comitato. Anche in merito al rispetto di tale obbligo il CdR dispone dei mezzi giuridici necessari e, in particolare, della possibilità di ricorrere alla Corte di Giustizia.


Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha sede a Bruxelles ed è anch'esso un organo consultivo dell'Unione europea. «Il comitato è costituito da rappresentanti delle varie componenti di carattere economico e sociale della società civile organizzata, in particolare dei produttori, agricoltori, vettori, lavoratori, commercianti e artigiani, nonché delle libere professioni, dei consumatori e dell'interesse generale». Il numero di seggi del Comitato non può essere superiore a 350. Così come avviene per la ripartizione dei seggi del Parlamento, il Consiglio adotta all’unanimità una decisione che stabilisce le regole di composizione del Comitato.
Nell’ambito delle sue funzioni consultive il Comitato economico e sociale può formulare pareri su richiesta del Parlamento europeo.


E’ un organo indipendente e compie autonomamente indagini sulle denunce relative a casi di cattiva amministrazione da parte delle istituzioni o di altri organi dell'UE. Le denunce possono essere presentate da cittadini o residenti dei paesi dell'UE o da associazioni o aziende con sede nell'UE. Il Mediatore indaga sui diversi tipi di cattiva amministrazione, ad esempio:
  • comportamento sleale
  • discriminazione
  • abuso di potere
  • mancanza di informazioni o rifiuto di fornirle
  • ritardi ingiustificati
  • irregolarità amministrative.
Entro tre mesi dalla denuncia deve presentare un parere al Parlamento ed alla istituzione interessata, oltre che informare il denunciante dei risultati dell’indagine. E’ eletto dopo ogni elezione del PE e dura tutta la legislatura.

È stato istituito dal Trattato di Maastricht. Tale diritto si estende a tutte le materie di interesse dell’’UE. Il diritto può essere esercitato dai cittadini europei a titolo personale o collettivo. Una volta ricevuta la petizione il PE la trasmette al suo interno alla Commissione per le petizioni che ha il compito di valutare la pertinenza della richiesta. In caso positivo, la richiesta viene dichiarata ricevibile e si passa all’esame di merito e alla decisione da adottare. Della decisione vengono informati gli autori delle petizioni
Le sentenze della Corte di giustizia hanno nel corso degli anni contribuito a determinare la natura e la portata del diritto dell’Unione europea, prevenendo in alcuni casi modifiche sostanziali attuate in Trattati successivi. L’aumento considerevole dell’attività della corte ha richiesto la creazione nel 1988 del Tribunale di I grado, un organismo competente ad esaminare alcune categorie di ricorsi, fermo restando la possibilità di impugnazione di fronte alla Corte per motivi di diritto.
La Corte di giustizia dell’Unione europea (denominazione data dal trattato di Lisbona) assolve la funzione di assicurare il rispetto del diritto nell’interpretazione e nell’applicazione dei trattati.
Possono adire alla Corte di giustizia dell’UE gli Stati membri, le istituzioni dell’Unione nonché le persone fisiche e giuridiche a determinate condizioni. Tutte le controversie nascono e sono risolte nell’ambito del diritto dell’Unione.
Composizione: La Corte è composta da un giudice per ogni stato e da 8 avvocati generali. Questi sono nominati di comune accordo dai governi degli stati membri fra personalità che siano giuristi di nota competenza e offrano garanzie di indipendenza.


Alla BCE viene riconosciuto lo status di istituzione dell’UE, allo stesso titolo del Consiglio europeo, del Parlamento, del Consiglio, della Commissione, della Corte di giustizia e della Corte dei conti. La BCE è l’unica istituzione dotata di personalità giuridica.
La Banca centrale europea è diretta da tre organi principali, nessuno dei quali viene eletto dai cittadini e dalle cittadine europee:
- il consiglio direttivo della BCE, che è composto dai membri del comitato esecutivo e dai governatori delle banche centrali nazionali dei paesi della zona euro. Questo è il principale organo decisionale e guida la politica monetaria della zona euro;
- il comitato esecutivo, i cui sei membri sono nominati dal Consiglio europeo che delibera a maggioranza qualificata al fine di limitare i rischi di blocco;
- il consiglio generale che riunisce i membri del comitato esecutivo e i governatori delle banche centrali di tutti gli Stati membri.
Il trattato di Lisbona chiarisce inoltre i due compiti principali della BCE:
la BCE e le banche centrali degli Stati membri dell’UE costituiscono il Sistema europeo di banche centrali (SEBC). L’obiettivo principale del SEBC è mantenere la stabilità dei prezzi. Inoltre contribuisce alle politiche economiche generali dell’Unione;
la BCE e le banche centrali degli Stati membri la cui moneta è l’euro costituiscono l’Eurosistema, che a differenza del SEBC definisce e conduce la politica monetaria dell’Unione. Precedentemente il termine Eurosistema era utilizzato in modo informale dalla BCE mentre ora il trattato di Lisbona lo riconosce pienamente.
Il trattato di Lisbona riafferma infine l’indipendenza della BCE. Tale indipendenza è garantita dalla durata relativamente lunga del mandato dei membri del comitato esecutivo (otto anni) e dal divieto imposto alla BCE e alle banche centrali nazionali di accettare istruzioni da altre istituzioni dell’UE, dai governi degli Stati membri o da qualunque altro organo.

I compiti delle istituzioni europee vengono poi integrati dall'attività di una serie di Agenzie istituite dall'UE per svolgere compiti di natura tecnica e scientifica e contribuire all'attuazione delle politiche e all'adozione delle decisioni da parte delle istituzioni europee. Hanno sede in vari paesi dell'UE.