sabato 18 maggio 2019

Un grande Europeo: Benedetto Croce

«I popoli d’Europa devono unirsi e dovranno unirsi»; «In ogni parte d’Europa si assiste al germinare di una nuova coscienza, di una nuova nazionalità»...

L’Europeismo era, per Croce, lo strumento per combattere i nazionalismi attraverso una risposta politica e spirituale che si rifaceva ai principi fondamentali della Civiltà.

Ma la sua militanza non si fermava alla parola e allo scritto. Quando nella Germania nazzista e nell' Italia fascista vennero avviate le leggi razziali, Benedetto Croce reagì in tutti i modi e, anche mettendo a rischio la propria incolumità, non solo la sua casa divenne un luogo di acoglienza e riparo per gli intelletuali ebrei ma si preoccupava di sostenere, come poteva, coloro che erano costretti a fuggire dall'Italia. Il suo impegno come intellettuale proseguì sino agli ultimi anni della sua vita che lo videro sostenere gli ideali federalisti di Altiero Spinelli. La prima edizione della sua Storia d’Europa andò subito esaurita e, fino al 1943, ne vennero pubblicate altre quattro edizioni raggiungendo le oltre 20.000 copie.

Diversi anni fa, la rivista Reset, in occasione del sessantennale dalla morte di Benedetto Croce, dedicò questo documentario al delicato rapporto tra il filosofo napoletano e l'Europa. Il documentario venne realizzato con la partecipazione di tre tra i più autorevoli interpreti del suo pensiero: Gaetano Calabrò, Giuseppe Galasso e Gennaro Sasso. 

Riconoscere l'attualità di Croce significa, nell'Europa di oggi, riaffermare i valori che sono alla base della nostra stessa Civiltà.