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lunedì 23 settembre 2019

Controllo delle esportazioni di armi: il Consiglio dei Ministri dell'UE adotta importanti decisioni




Si tratta sia di una serie di conclusioni, che di una nuova decisione che aggiorna le norme comuni dell'UE, e di una sorta di "guida per chi, come in Italia e, in particolare, in Sardegna, è interessato all'argomento. 

Tali sviluppi tengono in considerazione, in particolare, l'entrata in vigore dell' ATT, il Trattato Internazionale sul commercio di armi del 24 dicembre 2014, che regola il commercio internazionale delle armi c.d. "convenzionali" e che è stato ratificato da tutti gli stati membri dell'UE.

Il Consiglio dei Ministri ribadisce che il commercio e lo scambio di "attrezzature" e di tecnologie militari dovrebbe avvenire "in modo responsabile". Un aspetto particolarmente importante concerne la decisione dei ministri degli stati membri dell'UE di rinnovare il proprio impegno a "promuovere la cooperazione e la convergenza nelle politiche degli Stati membri per impedire l'esportazione di tecnologie e attrezzature militari che potrebbero essere utilizzate per la repressione interna o l'aggressione internazionale o contribuire all'instabilità regionale".

Si attende ora che, tanto la Società Civile quanto i governi e le regioni interessate, vigilino e si adoperino per la concreta applicazione di quanto deciso ai massimi livelli europei, attivando e finanziando al contempo, laddove è necessario, gli opportuni interventi di riconversione industriale.

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